Silvestri Emilio Giuseppe
Giuseppe
contadino
Resta in carcere ad Aosta fino al 4.10.1932, il giorno dopo viene tradotto nelle carceri di Bergamo, dove è ancora detenuto il 19.10.1932, come si desume dalla lettera che indirizza al questore di Bergamo, al quale chiede di essere rilasciato “per sospetto da me inspiegabile”. Ancora in carcere il 23.10.1932, quando il prefetto di Bergamo chiede disposizioni al Ministero dell’Interno con un telegramma:
“ritengo opportuno informare che questo ufficio non est possesso elementi per denuncia ammonizione nominato Silvestri Emilio inserito rubrica frontiera consolato Chambéry”.
Due giorni dopo, il 25.10.1932, giunge il telegramma di risposta dal Ministero dell’Interno: gli elementi a carico di Silvestri contenuti nelle note ministeriali dell’11.5.1928 e del 16.5.1931 “sono sufficienti per proposta ammonizione antifascista Silvestri Emilio fu Giovanni. Indipendentemente quindi da altre notizie che saranno suo tempo comunicate pregasi provvedere senza ulteriori indugi denunzia competente Commissione Provinciale assicurando”. Tre giorni dopo, il 28.10.1932, decennale della marcia su Roma, un altro telegramma dal Ministero dell’Interno informa che Silvestri dovrebbe essere rilasciato dopo l’ammonizione, “tuttavia in considerazione attuali ricorrenze disponesi che medesimo venga trattenuto fino giorno 5 novembre prossimo”. Rilasciato il 6.11.1932, Silvestri riesce finalmente a raggiungere la famiglia a Sovere, ma corre il rischio di perdere il posto di lavoro se non rientrerà in Francia entro il 12.11.1932, cioè alla scadenza dei due mesi di permesso che gli sono concessi, la maggior parte dei quali passati in carcere tra Aosta e Bergamo senza una formale imputazione e senza un qualsiasi provvedimento nei suoi confronti. Lo stesso 6.11.1932, con un telegramma il prefetto di Bergamo fa presente tale situazione al Ministero dell’Interno, chiedendo indicazioni. Il Ministero risponde il 9.11.1932 con un telegramma in cui autorizza la restituzione del passaporto a Silvestri, il quale il 12.11.1932, dal valico di Bardonecchia, rientra in Francia, da dove non fa più ritorno in Italia. Il 5.9.1933 il Consolato italiano di Chambéry informa il Cpc che Silvestri “è un sovversivo piuttosto acceso. Ha lasciato da vario tempo Albertville ed è stato rintracciato a Pomblière-St. Marcel (Savoia)”. Nel 1942 risulta residente ancora in Savoia. Cpc, b. 4809, fasc. 001929, 1927-1942. (G. Mangini)
(padre)
Nato nel 1866, contadino.
(madre)
(sorella)
Nata a Sovere il 17.11.1892.
(fratello)
Nato a Sovere il 30.1.1894.
(sorella)
Nata a Sovere il 18.4.1896.
Sovere
Lombardia
Italia
(1898 – 1923/01/30)
Aigueblanche
Alvernia-Rodano-Alpi
Francia
Caffé Tonia
(1923/01/30 – )
Albertville
Alvernia-Rodano-Alpi
Francia
Pomblière-St.Marcel
Alvernia-Rodano-Alpi
Francia
1928/05/11
– 1928/05/11
In una nota dell’11.5.1928 del R. Consolato di Chambèry viene descritto come pericoloso per l’ordine pubblico in quanto attivo antifascista.
(1932/09/12 – 1932/11/06)
( – )
Busta
4809,
Fascicolo
001929