Giordano Bruno
panettiere
militare
vigile del fuoco
manovale
“In riferimento alla nota n. 01797/Gab. del 13 marzo u.s., si comunica che il soprascritto all’età di 11 anni, e precisamente nel febbraio 1939, unitamente alla famiglia, si trasferì a Sambasso, ex Comune di Gorizia (Jugoslavia), dove sua madre si occupò presso quella stazione dei Carabinieri, in qualità di cuoca. Il Giordano dall’8 settembre 1943 al 15 giugno 1945 fece parte delle formazioni partigiane di Tito, operanti in questa zona. In seguito, ritornato a Gorizia, si occupò come panettiere presso la panetteria Tosi in questa Riva Piazzutta n. 20, per circa 6 mesi. Durante quest’ultima sua permanenza, essendo qui malvisto perché ritenuto di sentimenti filo-slavi comunisti, e perché già facente parte, come sopra detto, delle file partigiane slave, per tema di rappresaglie da elementi italiani, si trasferì a Valtesse (Bergamo). Nel marzo 1946, il Giordano si arruolò nell’Esercito ed in atto è Caporal Maggiore, presso il Comando Divisione Legnano, di stanza a Bergamo. Si sconosce se il predetto sia iscritto a partiti politici. Il padre, già appuntato dei Carabinieri in pensione nato a Roccamontespino (Chieti) il 13.3.1886, morì nel 1939. Il Giordano ha una sorella, a nome Maria, di anni 16, residente a Sambasso con la madre; altra sorella, a nome Gelsomina, di anni 18, nell’aprile 1947 venne ricoverata presso il locale Ospedale Sanatoriale e il 23 marzo u.s. decedette. Da quanto su esposto, non si è in grado di fornire le altre notizie richieste. Si esprime parere contrario all’accoglimento della domanda intesa ad ottenere l’arruolamento nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Il Questore A. Giuliano”. Oltre alla Questura, anche la Prefettura di Gorizia, scrivendo alla Prefettura di Bergamo il 15.6.1948, ritiene che Giordano sia “pericoloso per l’ordine e la sicurezza nazionale” e pertanto va segnalato al Cpc. I contatti tra le Questure di Bergamo, Milano e Gorizia sono frequenti. Il 24.9.1948 la Questura di Gorizia scrive a quella di Bergamo che a carico di Giordano non figurano precedenti penali, non ha beni di fortuna, dal 1946 è caporal maggiore presso la 15a Compagnia Mortai nel 67° reggimento fanteria di stanza a Legnano e non si sa se abbia svolto attività politica prima del 1945 perché la località di Sambasso, dove risiedeva, fa parte del territorio ceduto alla Jugoslavia in applicazione del Trattato di Pace e si giudica Giordano elemento pericoloso per l’ordine e la sicurezza nazionale. Il 14.10.1948 interviene anche il Cpc, che si rivolge alle Prefetture di Bergamo, Milano e Gorizia rilevando che Giordano è iscritto nel Cpc con l’indicazione della “attenta sorveglianza”, pertanto viene richiesto di segnalare tempestivamente le notizie importanti, mentre le altre, insieme alle variazioni, vanno comunicate ogni 4 mesi, anche per razionalizzare il lavoro del Cpc, le cui pratiche da evadere sono numerosissime. L’11.1.1949 il capitano Agostino Pasqualini, già Comandante della Compagnia Mortai Reggimentale del 67° Reggimento Fanteria di stanza a Legnano, scrive al comando del Reggimento: “Come ho già rilevato in altri rapporti, i precedenti politici di questo graduato sono ambigui, in quanto ha tuttora parte della famiglia in campo di concentramento jugoslavo, mentre informazioni giunte al reparto, in seguito alla sua seconda assegnazione, lo dipingevano quale filocomunista titino. Comunque nei due periodi trascorsi al reparto non mi risulta abbia svolto attività o propaganda politica; al riguardo è sempre stato tenuto sotto particolare controllo. Quale graduato – nonostante qualche punizione riportata – ha sempre dato buon rendimento”. Il 3.2.1949 la Prefettura di Milano comunica che Giordano è stato posto in congedo dall’esercito il 21.1.1949 e si è trasferito a Gorizia via Galilei 4. Durante il periodo della ferma militare a Legnano non ha dato luogo a rilievi. Pochi giorni dopo ritorna a Legnano e, dopo aver lavorato nel Corpo dei Vigili del Fuoco di Legnano nel mese di febbraio e marzo, grazie all’interessamento del parroco dl paese, ha trovato lavoro come manovale presso la tintoria Ettore Agosti e F.lli. Il 20.3.1950, nella nota n. 08691 della Divisione I U.P. della Questura di Milano indirizzata a Roma al Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Pubblica Sicurezza – Divisione Affari Riservati – Sezione II (Cpc) e, per conoscenza alla Questura di Gorizia e Bergamo, Giordano viene ancora vigilato: “Il nominato in oggetto, iscritto al Casellario Politico Centrale col provvedimento di ‘continua vigilanza’ durante quest’ultimo periodo ha mantenuto regolare condotta in genere e non ha dato luogo a rilievi di sorta. Egli è occupato presso la ditta Agosti di Legnano e nel prossimo aprile dovrebbe contrarre matrimonio. La vigilanza continua”. La vicenda di Giordano nelle carte del suo fascicolo bergamasco si conclude il 20.9.1953, quando un anonimo maresciallo di Ps così scrive alla Questura di Bergamo: “Informo la S.V. che l’elemento politicamente pericoloso Giordano Bruno fu Giovanni nato a Gorizia di cui al presente incarto non appartiene né per nascita e tantomeno per residenza a questa provincia, come venne segnalato precedentemente al Ministero dell’Interno. Pertanto si ritiene che il presente fascicolo possa essere passato definitivamente all’archivio”. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
Fu Carlo, appuntato dei Cc nato a Roccamontespino (Chieti) il 13.3.1886, in servizio a Gorizia, morto il 7.10.1939.
(madre)
fu Giacomo, nata a Sambasso il 24.8.1900, emigrata a Sambasso da Gorizia il 15.12.1940 con i figli
(sorella)
Nata a Gorizia il 12.9.1929 e morta il 26.3.1948.
(sorella)
Nata a Gorizia il 1.12.1931
Gorizia
Friuli Venezia Giulia
Italia
(1927/11/23 – 1940/12/15)
Sambasso
Goriziano Sloveno
Slovenia
(1940/12/15 – 1945/06/15)
Gorizia
Friuli Venezia Giulia
Italia
(1945/06/15 – 1947/09/29)
Bergamo
Lombardia
Italia
(1947/09/29 – 1948/05/04)
Legnano
Lombardia
Italia
(1948 – )
1943/09/08
– 1945/06/15
Fa parte delle formazioni partigiane di Tito operanti nel goriziano