Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Cologno al Serio (Bg) l’8.4.1912, antifascista, calzolaio. Ha un fratello, Luigi Rocco, e due sorelle, Laura e Antonetta. Il padre ha subito la mutilazione di una mano nella prima guerra mondiale. Nell’agosto 1934 emigra in Francia. Tornato a Cologno al Serio l’1.8.1937, il 16.8.1937 viene arrestato per manifestazione sovversiva perché il 14 agosto, in un caffè del paese, sentendo l’operaio Silvestro Tirloni, reduce fascista dalla Spagna, parlare di atrocità commesse dai ‘rossi’, interviene con l’operaio Angelo Rapizza, affermando che i rossi di Spagna agivano bene così ed erano più umani e civili dei Nazionali, che in Italia non c’è né civiltà né umanità e che il governo italiano è causa della crisi economica mondiale, che ha commesso un grave errore a mandare i propri legionari in aiuto di Franco e, prima ancora, ad aver voluto occupare a viva forza l’Abissinia, inoltre il popolo italiano è ignorante perché segue ciecamente la campagna demografica del regime, e ancora, che il governo italiano ha fatto bene a non provocare la Francia, se no “saremmo venuti noi francesi a sistemarvi e a liquidarvi in pochissime ore”. Il 9.10.1937 la presidenza dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra – Sezione provinciale di Bergamo’, a firma De’ Cobelli, scrive al prefetto di Bergamo per invocare clemenza verso Nava in considerazione della condizione del padre Pietro, mutilato di guerra. Il 13.10.1937 la polizia fascista lo fotografa e nel fascicolo è conservata la sua fotografia in triplice posa. Condannato a 1 anno di confino a Palena (Ch), è liberato per il Natale 1937. Il 9.3.1938 scrive al questore di Bergamo chiedendo la concessione del passaporto per l’estero a scopo di lavoro a causa delle gravi condizioni economiche della famiglia. Cpc, b. 3504, 1937-1942. ACS, Confino Politico, b. 707 fasc. 10810. (G. Mangini, R. Vittori)