Mazzoleni Camillo Aristide Giovanni


Aristide
Giovanni
operaio tipografo
(padre)
Nato nel 1854, intagliatore
(madre)
(fratello)
Nato a Bergamo il 28.1.1899.
(fratello)
Nato a Bergamo il 18.4.1884, Impiegato presso la Tipografia Commerciale, socialista massimalista.
(sorella)
Nata a Bergamo l’1.6.1885, morta il 29.3.1886.
(sorella)
Nata a Bergamo il 5.5.1886, si sposa a Bergamo il 6.9.1908 con Giuseppe Pezzotta.
(sorella)
Nata a Bergamo il 31.3.1888.
(sorella)
Nata a Bergamo l’1.11.1890.
(sorella)
Nata a Bergamo il 28.6.1892, morta a Urgnano (Bg) il 26.7.1892.
Bergamo
Lombardia
Itaia
via Zambonate 17
(1889 – 1927)
Milano
Lombardia
Italia
via Cirillo 29
(1927 – 1928)
Milano
Lombardia
Italia
via Bramante 12
(1928 – 1930)
Milano
Lombardia
Italia
via Canonica 10
(1930 – 1935)
Milano
Lombardia
Italia
via Moretto 4
(1935 – )
1911
– 1911
Attivo organizzatore dello sciopero dei tipografi nel novembre 1911, in seguito al quale viene denunciato all’autorità giudiziaria per lesioni e minacce ai danni di altri operai che non intendevano scioperare.
1914
– 1914
Nel 1914 è gerente responsabile della rivista del Gruppo Libertario Bergamasco, «Libertà», che esce con due numeri nel settembre e nel novembre 1914.
Partecipa alla prima guerra mondiale come soldato di fanteria.
(1926/02/09 – 1926/02/09)
Il 9 febbraio 1926 viene perquisita l’abitazione di Mazzoleni, che vive a Bergamo presso il cognato Giuseppe Pezzotta marito della sorella di Mazzoleni, Teresa Maria. In seguito alla perquisizione gli agenti della Questura di Bergamo Tito Calanca e Michele Scalia sequestrano due fotografie di Matteotti, il passaporto per l’estero scaduto di Mazzoleni e alcuni opuscoli: Ai Giovani; Il padre della patria; Il secondo re d’Italia; Luigi Cadorna; I poveri; Giacinto Menotti Serrati; Federalismo e Libertà; Francesco Nitti; L’Università Libera; L’Italia tra due Crispi; Fra contadini, nonché copie delle riviste «Germinal» e «Pensiero e Volontà». In seguito alla perquisizione viene fermato: in tale circostanza viene effettuata la fotografia per la sua scheda e poi rimesso in libertà.
(1926/02/09 – )
In seguito alla perquisizione del 9 febbraio 1926 viene fermato: in tale circostanza viene scattata la fotografia per la sua scheda e poi rimesso in libertà.
(1926/04/29 – 1926/04/29)
Una seconda perquisizione viene effettuata il 29 aprile 1926, e porta al sequestro di una fotografia di Malatesta.
fotografia in doppia posa scattate dagli organi di polizia
Ritratto fotografico di Errico Malatesta
Busta
3184,
Fascicolo
riferimento p. 134.