Fontana Ernesto Giuseppe

Giuseppe
operaio
(padre)
Nato nel 1873, mugnaio.
(madre)
(moglie)
di Federico e Maria Brambilla, nata a Calvenzano il 21.7.1903, domestica.
(figlio)
Nato a Calvenzano il 29.5.1928.
(figlia)
Nata a Calvenzano il 9.10.1931.
(fratello)
Nato a Caravaggio il 3.4.1898, morto il 24.7.1899.
Caravaggio
Lombardia
Italia
(1901/01/13 – )
Calvenzano
Lombardia
Italia
( – 1933/05)
Vigevano
Lombardia
Italia
(1933/05 – )
1931/07/23
Segnalato come componente di una cellula comunista organizzata dall’operaio di Treviglio Giovanni Bonomi, gruppo del quale fanno parte Ambrogio De Ponti, Francesco Lazzarini, Giovanni Blini, Ernesto Fontana, Giovanni Colombi e Giovanni Mombrini
(1931/07/23 – )
(1932/07/18 – )
(comunista)
ACSA, Cpc, b. 664
(comunista)
ACS, Cpc, b. 3002
fotografie scattate dagli organi di polizia
(2 fotografie (in triplice posa))
corrispondenza
(Cominicazione del Questore di Bergamo al Procuratore generale presso il Tribunale speciale di Roma in data 31.8.1931. Riferisce i nominativi dei capo cellula nominati da Bonomi e arrestati e informa che le indagini hanno avuto “esito negativo per ciò che riguarda sequestro di stampe sovversive ed altro materiale comprovante l’organizzazione delittuosa, poiché la massima parte dell’attività antinazionale veniva a trovare la sua prima attuazione, non già nelle sedi di domicilio dei singoli individui nominati cellule dal Bonomi, ma sul treno operaio, durante il percorso da Treviglio a Milano e viceversa, sul quale il Bonomi e tutti gli altri viaggiavano ogni giorno per recarsi la mattina al lavoro e per ritornare la sera a casa. In tali circostanze di tempo e di luogo il Bonomi trovava agevole l’esplicazione della propria attività sovversiva in quanto trovandosi insieme ai propri compagni di lavoro egli poteva avvicinare quelli che riteneva più prossimi o comunque più proclivi ai propri principi politici e svolgere con essi la propaganda delle idee comuniste la quale si effettuava con la consegna di stampe sovversive e con incarico di diffonderle fra gli altri conoscenti. Secondo [quanto] si desume dai vari interrogatori, allegati in atti, il Bonomi Giovanni ebbe in un primo tempo rapporti diretti a Milano coi comunisti Biscuola Giuseppe e Mantovani Gerolamo (arrestati poscia con molti altri dalla questura di Milano) i quali gli affidarono l’incarico di intensificare la propaganda comunista fra gli operai dello stabilimento Pirelli residenti in Treviglio e comuni viciniori. Il Bonomi fu all’uopo nominato Capo Gruppo della Zona di Treviglio e in varie riprese stampe sovversive, e principalmente molti fogli del giornale “Unità” comunista che egli distribuiva a sua volta a tutti gli altri indicati in oggetto della presente denunzia. Da qui lo sviluppo dell’opera del Bonomi il quale, assertore convinto dell’idea comunista cercò di attrarre a sé il maggior numero di aderenti e proseliti perché il comunismo potesse trionfare della ricorrenza del 1° maggio 1932 con lo sciopero generale delle masse operaie negli stabilimenti di Milano. Era questo lo scopo cui mirava il Bonomi col Biscuola ed il Mantovani e si spiega come il Bonomi abbia spiegato la massima attività fra compagni di lavoro, in quanto l’opera sua subdola e deleteria, nello stesso tempo, sfuggiva al controllo dell’Autorità di P.S. perché il momento da lui scelto si prestava, per l’ubicazione, durante il viaggio in treno, a compiere con ostentata pienezza il proprio programma. Fra gli odierni imputati, coloro che hanno aderito completamente all’ordine delle idee del Bonomi sono da annoverarsi il Lazzarini e il De Ponti, mentre la figura degli altri quattro si presenta sotto un aspetto secondario che si differenzia da quello del Bonomi, del De Ponti e del Lazzarini nello stile, nella forma e nell’intensità della propaganda la quale può anche apparire timida, ma non meno efficace, indiretta e comunque meno decisiva di quella del Bonomi (..)”.)
Busta
2107,
Fascicolo