Folli Luciano Carlo Fausto
Carlo
Fausto
impiegato
Nel maggio 1928 la madre di Folli, Zaira Moretti, si trasferisce a Milano, ma nel novembre ritorna a Bergamo. Nel gennaio 1931 risulta che Folli, definito anarchico dalla Questura di Milano, si sia arruolato nel Tercio Extranjero (Legione Straniera Spagnola) e che si trova in Marocco; il periodo della sua ferma nella Legione Spagnola va dal 5.5.1928 al 6.5.1931, congedandosi dal servizio a Ceuta (S), e presentandosi al R. Consolato italiano di Madrid il 8.6.1931 per richiedere il rinnovo del passaporto (scaduto il 3.1.1929) per gli Stati europei e per l’America del sud, ma il Consolato rifiuta, offrendogli il foglio di via per il rientro in patria, che però Folli rifiuta. Il 6.1.1932 il Ministero dell’Interno (diretto da A. Bocchini) scrive ai Prefetti del Regno richiamando la ministeriale n° 987 – 157 del 4.1.1930 per informare che Folli, già iscritto alla RF per essere fermato, è sospettato di aver collocato una cassetta con due ordigni esplosivi presso l’ingresso del Consolato Italiano a Lugano il 5.1.1930, e si chiede perciò di arrestarlo qualora si presenti alla frontiera italiana; in data 3.7.1933 il questore di Milano scrive al questore di Bergamo informando che Folli è stato arrestato il 7.1.1932 a Chiasso (Canton Ticino) perché colpito da due ordini di arresto mentre era in viaggio di rimpatrio a cura della R. Legazione d’Italia nel Granducato del Lussemburgo, e nel novembre 1932, beneficiando dell’amnistia, avrebbe dovuto essere liberato, ma viene trattenuto in carcere perché la Commissione Provinciale di Milano il 22.12.1932 lo assegna a 5 anni di confino, da trascorrere nella colonia di Ponza (Lt), da dove il 9.2.1934 viene trasferito a Ventotene (Na). Nel gennaio 1935 la madre di Folli si trasferisce da Bergamo a Roma; il 6.4.1940 da Milano viene mandato a tutti i questori del Regno un telegramma che parla, a proposito di Folli, di una “formula quarta”. Dalle fonti storiografiche emerge che Folli in realtà era un fascista. Dopo l’8.9.1943 aderisce alla RSI e, in particolare, diviene vice-comandante (subordinato a Francesco Colombo) della Legione Autonoma Mobile ‘Ettore Muti’, nella quale ha ruolo di ufficiale, prima come maggiore, poi come tenente colonnello. Nella Legione comanda il 2° battaglione di campagna “Piero De Angeli”, composto da 800 elementi. Viene ucciso per errore dalle brigate nere di Novara il 22.3.1945. Cpc, b. 2102, 1928-1941. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
(madre)
(sorella)
(fratello)
nato a Lodi il 20.8.1909
Lodi
Lombardia
Italia
(1899/06/13 – 1920/09/09)
Pallanza
Piemonte
Italia
(1920/09/09 – 1925/11/01)
Domodossola
Piemonte
Italia
(1925/11/01 – 1928)
Bergamo
Lombardia
Italia
(1923 – )
Spagna
1927/08/12
viene arrestato e denunciato all’autorità giudiziaria dai CC di Selvino per canti sovversivi e frasi oltraggiose e oscene al’indirizzo del Re e alla bandiera tricolore
1930/01/05
viene richiesto che venga arrestato qualora si presenti alla frontiera italiana perché sospettato di aver collocato una cassetta con due ordigni esplosivi presso l’ingresso del Consolato Italiano a Lugano il 5.1.1930
(1927/08/12 – )
viene arrestato e denunciato all’autorità giudiziaria dai CC di Selvino per canti sovversivi e frasi oltraggiose e oscene al’indirizzo del Re e alla bandiera tricolore
(1932/12/22 – )
il 7.1.1932, mentre era in viaggio di rimpatrio e conseguentemente a da due ordini di arresto, viene arrestato a Chiasso; trattenuto in carcere perché nonostante l’amnistia il 22.12.1932 la Comm.ne Prov.le di Milano lo assegna a 5 anni di confino da trascorrere nella colonia di Ponza, da dove il 9.2.1934 viene trasferito a Ventotene (Napoli)
Busta
2102,
Fascicolo
riferimento p. 222
riferimento Massimiliano Griner, La pupilla del duce: la Legione autonoma mobile Ettore Muti, Bollati Boringhieri, Torino 2004, p. 91, 215, 222.
riferimento Luca Fantini, Gli ultimi fascisti. Franco Colombo e gli arditi della Muti, Selecta 2007, p. 30, 56, 69.
riferimento Mimmo Franzinelli, RSI la Repubblica del duce, 1943-1945, Mondadori, Milano 2007, p. 222.