Bolis Arturo Francesco


Francesco
contadino
manovale
“la sera del 1° dopo aver bevuto del vino si sono diretti verso la frazione Cereda per recarsi alle loro abitazioni nell’altra di Pratomolone. Giunti in Cereda, verso le ore 22.30 – 23 circa, hanno cantato diverse canzoni e schiamazzato, specie indirizzando le canzoni di una giovane del luogo ex fidanzata di Bolis Pietro di Carlo. Data l’ora tarda i giovani sono stati invitati dalla popolazione del luogo ad andarsene a casa, ma essi gridarono ancora di più insultando le persone che si erano affacciate e gridando evviva il 1° maggio. Essi si allontanarono verso le ore 24 circa. Il 3 maggio c.a. li chiamai in comune rimproverandoli e ritenendo che la cosa non fosse grave, per aver detto evviva il 1° Maggio, mi limitai ad invitarli per gli schiamazzi fatti, a versare la somma di L. 400 complessiva a beneficio delle opere assistenziali. Subito non aderirono; poscia si decisero ed accettarono; ma sino ad oggi non hanno versato nulla. L’11 Giugno 1933 venni a conoscenza che essi avevano gridato anche ‘Bandiera Rossa’ per cui riferii verbalmente, in qualità di Segretario Politico, il fatto alla Federazione Provinciale Fascista, il 13 andante in occasione della mia venuta a Bergamo”. Al termine della lunga escursione dei testimoni, il tenente dei Cc Eusilde Merello spedisce il 10.7.1933 il suo rapporto finale sulla vicenda alla Questura di Bergamo. Nel rapporto del questore del 30.7.1933 al Prefetto, i 4 cugini vengono definiti “di carattere un po’ spavaldo” ma immuni da precedenti; tuttavia, “poiché la manifestazione avvenne proprio nella ricorrenza del primo maggio e fece penosa impressione tra la quieta e laboriosa popolazione di Erve”, il questore ne propone l’ammonizione. In realtà Bolis viene diffidato il successivo 7.8.1933. Dal 7.11.1935 si trasferisce nella frazione Sirtori del comune di Barzanò (Co), poi passa a Valmadrera (Co), da dove il 5.12.1938 rientra a Erve, stabilendosi presso il padre. Nel 1941 chiede il permesso di emigrare in Germania per lavoro. Nel fascicolo è conservata la sua carta d’identità obbligatoria come sospetto politico e una sua fotografia. Radiato nel 1942. (G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
detto Pietro, nato nel 1881 a Erve.
(madre)
Nata a Erve il 26.11.1882.
(sorella)
Nata a Erve il 2.4.1906.
(fratello)
Nato a Erve il 24.9.1908.
(sorella)
Nata a Erve il 21.3.1915.
(sorella)
Nata a Erve nel 1916.
(sorella)
Nata a Erve l’11.5.1917.
(sorella)
Nata a Erve il 18.5.1919.
(fratello)
Nato a Erve il 6.2.1921.
Erve
Lombardia
Italia
(1907 – 1935)
Barzanò
Lombardia
Italia
frazione Sirtori
(1935 – )
Valmadrera
Lombardia
Italia
( – 1938)
Erve
Lombardia
Italia
(1938 – )
1933/05/01
La sera del 1° maggio 1933, insieme ai suoi cugini, tutti ubriachi, inneggia al 1° maggio e canta ‘Bandiera rossa’
(1933/08/07 – )
fotografia
carta d’identità come sospetto politico