Pagliani Arturo

Pagliani Arturo

Busta
81
Fascicolo
2423
Primo estremo
1937
Secondo estremo
1943
Cognome
Pagliani
Nome
Arturo
Presenza scheda biografica
Luogo di nascita
Data di nascita
1901/04/04
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

meccanico

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Scandiano (Reggio Emilia) il 4.4.1901, istruzione elementare, meccanico, comunista, risiede a Passignano sul Trasimeno (Pg). Dalla Questura di Perugia, che redige la scheda biografica a partire dal 16.4.1931, viene presentato come persona dal “carattere ribelle”, perché nel 1915, a 14 anni, viene rinchiuso nel riformatorio ‘P. Siciliani’ di Bologna per “cattiva condotta”. Dimesso dal riformatorio nel 1918, torna presso la famiglia d’origine, che dal 1914 si era trasferita a Parma. In questo periodo si avvicina alle posizioni comuniste, delle quali fa anche propaganda distribuendo manifestini stampati clandestinamente e per questo costretto a pagare contravvenzioni. Nell’immediato primo dopoguerra aderisce agli Arditi del Popolo, particolarmente attivi e organizzati a Parma. Nel 1922 viene arrestato, oltre che per porto abusivo d’armi e per la relativa omessa denuncia di armi, per avere ucciso accidentalmente il fascista diciassettenne Walter Branchi di Felino (Pr) in uno scontro a fuoco tra fascisti e Arditi del Popolo avvenuto a Borgo delle Orsoline a Parma il 29.3.1922. Proprio in quei giorni, infatti, a Parma si stava svolgendo in Corte d’Assise il processo contro i fascisti che nel 1921 avevano ucciso a manganellate il birocciaio Amleto Rossi, un sindacalista rivoluzionario. Il giovane Branchi, figlio di un imprenditore e studente di un istituto tecnico, insieme ad altri studenti fascisti non si era recato a scuola ma nell’aula di tribunale per intimidire i testimoni. La tensione che si era generata aveva trovato seguito anche per strada tra il gruppo degli antifascisti, tra i quali Pagliani, e quello dei fascisti che li avevano seguiti. Dal gruppo fascista si era staccato Bruno Landini per avvicinarsi a Pagliani e questi, sentendosi minacciato, in via delle Orsoline aveva sparato, mancando Landini ma colpendo al petto Branchi, uccidendolo. Con sentenza della Corte d’Assise di Parma del 12.12.1922 viene condannato a 3 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione. Nel 1927 si trasferisce da Parma a Passignano, dove lavora come operaio meccanico all’idroscalo e non si occupa di attività politica. Il 17.6.1932 si trasferisce a Fidenza (Pr), ma il 22.3.1935 ritorna a Passignano perché viene assunto come meccanico dalla Società Aeronautica Italiana. Nel settembre dello stesso 1935, tuttavia, in ottemperanza alle disposizioni sulle assunzioni di personale in stabilimenti e impianti militari, dati i suoi precedenti viene licenziato. Il 12.9.1935 si trasferisce a Milano, dove trova lavoro presso le officine dell’ing. Angelo Ambrosi. Il 26.11.1935 ritorna a Passignano, dove viene riassunto come meccanico presso lo stesso stabilimento aeronautico dal quale era stato licenziato nel marzo precedente, grazie all’autorizzazione della IV Delegazione Interprovinciale per le fabbricazioni di guerra, ma viene subito sottoposto a sorveglianza da parte dei Cc locali. Il 19.5.1937 lascia Passignano e si trasferisce a Ponte San Pietro (Bg), dove viene assunto come controllore meccanico presso i Cantieri Aeronautici Bergamaschi annessi al locale campo di aviazione. Trova alloggio a Ponte San Pietro presso la famiglia Consoli in via Vittorio Emanuele 37 e viene subito sottoposto a vigilanza da parte dei Cc locali. Ogni segnalazione periodica dei Cc alla Questura di Bergamo viene inviata per conoscenza anche alla Questura di Reggio Emilia, provincia natale di Pagliani. Nell’ottobre 1937 la sua famiglia – la moglie Assunta Fabbrini (n. 1909) e i tre figli Leonilde, Francesco e Bruna – lo raggiunge e prende alloggio a Bergamo in via Loreto 39. Il 18.6.1938 viene radiato dall’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze. Il 21.7.1938 viene radiato dal novero dei sovversivi in quanto risulta iscritto al Dopolavoro Aziendale della Caproni senza però essere iscritto al Pnf, e per avere stretto amicizia con elementi fascisti del luogo, oltre che essere socio della Gil di Presezzo, inoltre prende parte alle manifestazioni del regime. Nel settembre 1938 risiede a Presezzo (Bg) in via Trento e continua a lavorare presso l’aeroporto di Ponte San Pietro come caposquadra meccanico presso le officine Caproni Aeronautica Bergamasca. La sorveglianza nei suoi confronti tuttavia continua e a cadenza trimestrale la sua scheda biografica viene aggiornata, senza alcuna segnalazione, dall’autunno del 1938 all’aprile del 1942. Definitivamente radiato il 21.7.1943. Cpc, b. 3654, 1931-1942, scheda biografica. (G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Pagliani Pompeo

(padre)

Medici Leonilde

(madre)

Fabbrini Assunta

(moglie)

Nata nel 1909.

Pagliani Leonilde

(figlia)

Nata nel 1929.

Pagliani Francesco

(figlio)

Nato nel 1933.

Pagliani Bruna

(figlia)

Nata nel 1937.

Luoghi di residenza

Parma

Emilia-Romagna

Italia

(1914 – 1927)


Passignano

Umbria

Italia

(1927 – 1932)


Fidenza

Emilia

Italia

(1932 – 1935)


Passignano

Umbria

Italia

(1935 – 1935)


Milano

Lombardia

Italia

(1935 – 1935)


Passignano

Umbria

Italia

(1935 – 1937)


Ponte San Pietro

Lombardia

Italia

(1937 – 1937)


Bergamo

Lombardia

Italia

via Loreto 39

(1937 – 1938)


Presezzo

Lombardia

Italia

via Trento

(1938 – )

Fatti notevoli

1922/03/29

Nel 1922 viene arrestato, oltre che per porto abusivo d’armi e per omessa denuncia di armi, anche per avere, in uno scontro a fuoco tra fascisti e Arditi del Popolo avvenuto a Borgo delle Orsoline a Parma, ucciso accidentalmente il fascista diciassettenne Walter Branchi di Felino (Pr).

Sanzioni subite
carcere

(1922/12/12 – 1925)

Con sentenza della corte d’assise di Parma del 12.12.1922 viene condannato a 3 anni, 8 mesi e 5 giorni di reclusione

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
Data di esclusione
1943
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

3654,

Fascicolo

Riferimenti bibliografici
Morini 1987

riferimento p. 38.

Bonardi 2005

riferimento p. 20.

Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, Arresto, Busta 81, Carcere, comunista, Condanna, Denuncia, Esclusione dallo schedario: sì, Escluso nel 1943, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, Manifestazioni, meccanico, Scandiano (Re), Vigilanza.