Marastoni Romeo
Busta
67
Fascicolo
2010
Primo estremo
1929
Secondo estremo
1941
Cognome
Marastoni
Nome
Romeo
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1884/09/24
Livello di istruzione
diploma
Professione
impiegato postale
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Volta Mantovana (Mn) il 24.9.1884. Sposato con Ines Sbarbada, prima del 1929 è noto alla Questura di Parma come antifascista, ‘individuo di idee sovversive, assiduo lettore di giornali avversi al Regime e, in linea generale, contrario al fascismo, ma ritenuto non pericoloso’. Dal 25.5.1929 viene trasferito d’ufficio da Parma a Bergamo perché alle elezioni plebiscitarie della primavera 1929 si astiene dal voto, nonostante il suo direttore lo sconsigliasse, e perciò, già sorvegliato, in seguito al rapporto del suo superiore al Ministero delle Comunicazioni, il 6.4.1929 viene sospeso dal lavoro e dallo stipendio. Il 29.5.1929, cioè pochi giorni dopo il suo arrivo a Bergamo, la Questura di Parma informa quella di Bergamo del provvedimento preso e delle ragioni che lo hanno determinato, osservando che Marastoni, “e perché di carattere chiuso e perché usciva poco di casa” nel mese e mezzo di tempo trascorso tra la sospensione dal lavoro e il trasferimento, “non esplicò alcuna attività, mantenendosi estraneo a qualsiasi manifestazione esterna”. Sul retro del foglio di questa lettera, il questore di Bergamo annota di suo pugno: “quindi alla Squadra per la vigilanza” e, appena sotto tale annotazione, il brigadiere Calanca, componente della squadra, annota: “6.6.1929. V° presa visione per la vigilanza”. A Bergamo risiede in via Spaventa 1 e lavora come controllore dell’Ufficio vaglia alle Poste. Il 10.1.1930 la Questura di Mantova, provincia d’origine di Marastoni, chiede informazioni su di lui a quella di Bergamo. Il timbro di ingresso reca la data del 17 gennaio e il giorno dopo, con un appunto a matita, il questore scrive ‘Squadra’, intendendo la squadra politica della Questura, alla quale è demandato l’incarico di raccogliere le informazioni richieste da Mantova, inviate il 26.1.1930. Le richieste di informazioni sulla condotta politica di Marastoni, in realtà, dal momento del suo arrivo a Bergamo giungono periodicamente in Questura sia dall’amministrazione provinciale delle Poste di Bergamo, sia dalla Questura di Mantova. Il 19.10.1932, per esempio, è l’Amministrazione provinciale di Bergamo delle Poste e dei telegrafi a chiedere informazioni sul proprio dipendente Marastoni: “Si prega voler dare riservate urgenti informazioni sulla condotta politica del dipendente ufficiale postale sig. Marastoni Romeo fu Angelo, abitante in Bergamo, via Broseta 7. Si ringrazia con distinti ossequi”. Dopo aver indirizzato in tal senso la domanda alla squadra politica della Questura, questa risponde il 22.10.1932 con una nota informativa dell’agente Jacobazzi indirizzata al questore, il quale risponde a sua volta alla direzione provinciale delle Poste di Bergamo con lettera riservata personale: “Il soprascritto continua a tenere regolare condotta in genere, non occupandosi di politica” (nel fascicolo è conservata la minuta della risposta ufficiale). Richieste di informazioni sono periodicamente indirizzate anche dalla Questura di Mantova, come nell’ottobre 1932, nel settembre 1933, nell’aprile e nel novembre 1934, nell’ottobre 1936, nel febbraio 1938. Lo stesso accade l’anno successivo. Infatti, il 21.3.1939 la Questura di Bergamo risponde a quella di Mantova a proposito di Marastoni, che “non si ritiene meritevole di essere radiato dallo schedario dei sovversivi non avendo dato prova di ravvedimento”. Un giudizio simile viene formulato il 9.4.1941 dal maresciallo di Ps Tito Calanca della squadra politica. Questi, in una nota informativa indirizzata al questore che ne aveva avuta richiesta dal Cpc il 2.4.1941, scrive che Marastoni dal suo arrivo a Bergamo nel 1929 “ha serbato buona condotta in genere dimostrandosi indifferente nei riguardi del Regime. Non si è mai inscritto al P.N.F. pur avendone avuto l’occasione d’iscriversi; è inscritto all’Associazione Nazionale Postelegrafonici Fascista, inscrizione però avvenuta d’ufficio e non di sua spontaneità”. Per questo non viene ritenuto ‘meritevole’ di essere escluso dallo schedario dei sovversivi. Cpc, b. 3016, 1929-1941. (G. Mangini)
Familiari
Marastoni Angelo
(padre)
Franzini Ancilla
(madre)
Sbarbada Ines
(moglie)
Luoghi di residenza
Bergamo
Lombardia
Italia
via Spaventa, 1
(1929.05.25 – )
Bergamo
Lombardia
Italia
via Broseta 7
(1930 – )
Fatti notevoli
Trasferito d’ufficio da Parma a Bergamo perché alle elezioni plebiscitarie della primavera 1929 si astiene dal voto nonostante il suo direttore lo sconsigliasse
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta
3016,
Fascicolo