Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Sant’ Antonio d’Adda di Caprino Bergamasco (Bg) il 23.8.1893, contadino, poi muratore e in seguito minatore, sposato con Angela Mazzoleni, ha 4 figli. Senza precedenti penali ed estraneo alla politica, vive nella frazione Opreno di Caprino Bergamasco. La sera del 2.11.1931, ubriaco, grida ‘Abbasso Mussolini’. Arrestato il giorno dopo, il 4.11.1931 il prefetto di Bergamo con un telegramma chiede al Ministero dell’Interno il permesso, accordato, di denunciare Losa al Tribunale Speciale per offese al capo del governo, il che avviene il 2.12.1931. Tuttavia, il Ministero di Grazia e Giustizia nega l’autorizzazione a procedere, pertanto il Tribunale Speciale lo proscioglie. Giudicato poi alla Pretura di Almenno San Salvatore (Bg), Losa viene condannato a 35 giorni di arresto e, dati i suoi buoni precedenti, il 16.4.1932 la Questura di Bergamo gli infligge la diffida e non l’ammonizione. Il 3.8.1933 i Cc di Bergamo informano la Questura che Losa sembra dare segni di ‘ravvedimento’, perciò ne propongono la radiazione dallo schedario dei sovversivi, ma il 5.8.1933 la Questura ritiene prematura la radiazione. Il 29.11.1934 i Cc di Bergamo in una nota alla Questura informano che Losa tiene buona condotta ma sono contrari alla sua radiazione perché ‘si vuole però che nelle ultime elezioni politiche abbia votato contrario al regime’. Secondo un rapporto dei Cc di Caprino Bergamasco alla Questura, è iscritto ai sindacati di categoria e non al Pnf, tuttavia sembra aver dato prova di adesione al fascismo partecipando alle manifestazioni ufficiali del regime, pertanto viene espresso parere favorevole alla sua radiazione. La sua ‘buona condotta’ viene confermata dai Cc di Caprino Bergamasco l’8.12.1938. Nel 1939 lavora come minatore e il 29.8.1939 i Cc di Bergamo informano la Questura che dall’ultima segnalazione Losa ha tenuto buona condotta e un atteggiamento favorevole alle direttive del regime, partecipando con assiduità alle ‘manifestazioni patriottiche’, pertanto è ritenuto meritevole di ottenere la radiazione dall’elenco dei sovversivi, che avviene nell’ottobre 1939 dopo il nulla osta del Ministero dell’Interno. Nel fascicolo sono conservate sue fotografie segnaletiche. (G. Mangini, R. Vittori)