Galbiati Isaia

Galbiati Isaia

Busta
48
Fascicolo
1460
Primo estremo
1931
Secondo estremo
1947
Cognome
Galbiati
Nome
Isaia
Presenza scheda biografica
Luogo di nascita
Data di nascita
1880/03/29
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

muratore

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 29.3.1880, dove risiede nel quartiere Campagnola in via dei Prati 9, socialista, muratore. Il 28.4.1904 si sposa a Pagazzano (Bg) con Giuseppa Elisabetta Boselli (n. a Pagazzano il 10.6.1884). Pregiudicato, ex-combattente nella prima guerra mondiale nel periodo 1916-1918. Il 26.10.1907 la Corte d’Appello di Brescia lo condanna a 5 mesi di reclusione per lesioni. Il 30.1.1928 la Pretura di Bergamo lo condanna a 240 lire di ammenda per contravvenzione alla legge “Ass. Soc.”. Il 30.3.1930 la Pretura di Bergamo lo condanna a pagare 30 lire di multa per ubriachezza. L’1.5.1931 viene arrestato alle ore 18 dai Cc in via Campagnola a Bergamo perché, come riferiscono per telegramma i Cc di Bergamo al Ministero dell’Interno, al comando generale dell’Arma a Roma, al comando di legione dei Cc di Milano, alla Prefettura di Bergamo, al comando dei Cc di Bergamo e alla Questura di Bergamo, “alterato vino, inneggiava festa comunista 1° Maggio et pronunciava frasi offensive Capo Governo”. Il 5.5.1931 viene condannato dal Tribunale di Bergamo a 3 mesi e 15 giorni di reclusione e al pagamento di 300 lire di multa. Il 25.9.1931 viene ammonito dalla Commissione Provinciale di Bergamo, composta dal vice-prefetto comm. nob. Dr. Mario Caccialupi Olivieri, dal questore Vincenzo Giannitrapani, dal sostituto procuratore del Re cav. dr. Socrate Martucci, dal capitano dei Cc Salvatore Amoroso, dal seniore comandante interinale della XIV legione Mvsn cav. Guido Paglia. Il 20.10.1931 viene aperta la sua scheda biografica. Il 24.2.1932 i Cc di Bergamo informano Prefettura e Questura locali che Galbiati ha detto “Lazzarone di Mussolini, delinquente di Mussolini, i preti sono tutti impostori e vigliacchi e al Governo ci sputo in faccia”. Nel luglio 1932 viene condannato a un anno e due mesi di reclusione perché ubriaco indirizza frasi oltraggiose a Mussolini e al termine della detenzione viene ammonito il 30.7.1933. Il 15.3.1937, mentre per strada passano in bicicletta due guardacaccia fascisti, Zenone Riva e Antonio Capitanio, Galbiati li apostrofa dicendo “Mussolini è un mascalzone”. Il 5.4.1937 viene condannato a tre anni al confino di polizia dalla Commissione Provinciale e destinato alle isole Tremiti (Fg), poi a Cittanova (Rc), dove giunge il 17.7.1937 e dove nel 1938 viene condannato a 6 mesi di arresto per ubriachezza e bestemmia e internato nel carcere di Palmi (Rc). L’1.1.1939 viene trasferito a Morano Calabro (Cs), mentre il 14.3.1940 viene trasferito alla colonia di Pisticci (Mt). Il 22.7.1940 torna a Bergamo da Pisticci per fine pena. NNel frattempo la moglie sopravvive a stento facendo ogni tanto qualche lavoro come domestica di famiglie vicine e vivendo in un unico locale, del quale deve comunque pagare l’affitto. I due coniugi hanno avuto 13 figli, dei quali però nel 1939 ne sopravvivono solo tre, sposati e fuori di casa, Giuseppe, Tarcisio e Mario, i quali, trovandosi in difficili condizioni economiche, non sono in grado di aiutare la madre, tanto che il 12.12.1939 il capitano Giuseppe Passanisi dei Cc di Bergamo si rivolge alla Questura, esprimendo parere favorevole alla “concessione di un sussidio straordinario alla moglie. Non si ritiene invece il caso di esprimere parere favorevole per il condono di un anno di confino, trattandosi di elemento che per i suoi precedenti politici non può essersi ravveduto al punto di meritare un atto di clemenza”. Il 27.8.1940 Galbiati scrive al questore una lettera autografa, conservata nel fascicolo, nella quale chiede di essere aiutato a trovare un lavoro. Sullo stesso foglio, il commissario di Ps annota un appunto rivolto alla squadra politica “perché all’occasione inviti il Galbiati a presentarsi al Sindacato di categoria; in caso la questura interverrà per raccomandarlo” e, subito sotto, è apposto un altro appunto: “31.8.1940. Comunicato all’interessato quanto sopra è detto. Belmonte”. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Il 21.8.1947 viene inserito come socialista antifascista nell’elenco dei condannati politici durante il regime fascista. Cpc, b. 2233, 1931-1941, scheda biografica. (L. Citerio, R. Vittori)
Familiari
Galbiati Giovanni

(padre)

Bonaiti Luigia

(madre)

Boselli Giuseppa Elisabetta

(moglie)

Nata a a Pagazzano il 10.6.1884, sposato il 28.4.1904.

Galbiati Giuseppe

(figlio)

Nato nel 1906, operaio in Africa orientale nel 1937.

Galbiati Tarcisio

(figlio)

Nato nel 1909.

Galbiati Mario

(figlio)

Nato nel 1911.

Luoghi di residenza

Bergamo

Lombardia

Italia

(1880/03/29 – )

Fatti notevoli

1931/05

Arrestato il primo maggio 1931 per aver inneggiato alla festa dei lavoratori e gridato frasi offensive verso il capo del governo.

All’inizio del 1932 avrebbe affermato “Lazzarone di Mussolini, delinquente di Mussolini, i preti sono tutti impostori e vigliacchi ed al governo ci sputo in faccia”. Arrestato e condannato dal Tribunale ad un anni e 6 mesi di arresto.

Il 15.3.1937 è arrestato da guardie venatorie e camicie nere sulla strada Bergamo-Campagnola per aver gridato “Mussolini mascalzone”. Condannato il 9-4-1937 a 3 anni di confino alle isole Tremiti,

Sanzioni subite
ammonizione

(1931 – )

Nel 1931 viene ammonito come sovversivo

carcere

(1931 – )

Condannato dal Tribunale di Bergamo a 3 mesi, 15 giorni di reclusione e 300 lire di multa per aver inneggiato alla festa dei lavoratori.

confino politico

(1937/04/09 – 1940/07/22)

Condannato il 9.4.1937 a 3 anni di confino alle isole Tremiti, da cui sarà prosciolto il 22.7.1930. Durante tale periodo è più volte arrestato per trasgressione agli obblighi del confino e per ubriachezza.

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata

fotografia da documento identificativo

(foto-tessera)


corrispondenza

(Lettera al Questore di Bergamo datata 27-8-1940 per richiesta di lavoro )

Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

2233,

Fascicolo

(ACS, C) Archivio centrale dello Stato (Roma), Confino politico

Busta

445,

Fascicolo

6751

Riferimenti bibliografici
Dal Pont, Carolini 1983 I, p. 162
Pubblicato in 1931-1940, Ammenda, Ammonizione, Anagrafe sovversivi, antifascista, Arresto, Bergamo, Busta 48, Carcere, Condanna, Esclusione dallo schedario: no, Foto, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, Multa, muratore.