Carminati Francesco Giacomo, detto Franco

Giacomo
detto Franco
sacerdote
– «L’Eco di Bergamo», 22.7.1927, n. 167: “Neo Monsignore. Roma, 22. – Il sacerdote Don Francesco Carminati di Romano Lombardo, su proposta del Cardinale di Propaganda, Willem Marinus Van Rossum, venne nominato cameriere segreto di S.S. per l’attività preziosa, zelante e feconda spiegata per il movimento missionario. L’alta onorificenza gli venne comunicata ieri a Forlì, dove si trova per una settimana di propaganda missionaria”;
– «L’Eco di Bergamo», 23.7.1927, n. 168, Il Monsignorato a Don Carminati.
– «La Voce di Bergamo (Il Gagliardo)», a. III (VII), n. 179, martedì 2 agosto 1927, p. 2, Neo-Monsignore:
“Quel cuore sensibile a tutti i dolori dell’umanità, quell’animo nobilissimo di apostolo dell’amore che sono propri del Sacerdote Don Franco Carminati, sono stati premiati, in questi giorni, coll’ambita onorificenza di Cameriere Segreto Soprannumerario di S.S. della quale il Reverendo è stato insignito.
Ne prendiamo atto.
E, per quel desiderio di bene che ci sospinge in ogni azione diretta a raggiungere la pace e la concordia fra gli Italiani invochiamo da Dio una benedizione speciale per il novello Monsignore, che gl’infonda quello spirito di carità e di amore che aveva fatalmente dimenticato nel compiere l’opera sua non precisamente di cura d’anime.
Dimentichiamo, Bergamaschi, le giornate tristi che, in altri tempi, ci ha procurate questo sacerdote proletario.
Dimentichiamo anche le sue gesta di un tempo, non sempre ispirate ai sentimenti della carità cristiana e non abbandoniamoci, soprattutto, a formulare giudizi sulla adeguazione, o meno, fra l’uomo, il suo passato e la presente onorificenza”.
Nel giugno 1928 è nominato direttore generale dell’Unione Missionaria del Clero Italiano e membro del Consiglio Generale dell’Opera della Fide a Roma. Periodicamente torna a Bergamo per visitare i suoi parenti. Il 10.7.1929 trasferisce anche formalmente il suo domicilio a Roma. Il 13.6.1933 il brigadiere Calanca, della squadra politica, in un’informativa alla Questura scrive che “per quanto riguarda la sua dimora a Bergamo, per la carica che attualmente occupa in Roma e la sua nomina a monsignore si esprime parere favorevole che venga radiato dallo schedario degli affiliati a partiti sovversivi”. Il giorno dopo, il 14.6.1933, don Carminati muore. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Sulla figura di don Carminati il riferimento storiografico d’obbligo è al libro di Giamiero Valoti citato nei riferimenti bibliografici. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
Nato nel 1847, contadino
(madre)
Nata nel 1854, contadina.
(fratello)
Nato a Romano di Lombardia il 5.12.1878.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 20.9.1883, morta il 10.6.1884.
(fratello)
Nato a Romano di Lombardia l’1.1.1888, morto il 26.12.1898.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 23.2.1890.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 11.9.1892.
(sorella)
Nata a Romano di Lombardia il 31.5.1898.
Romano di Lombardia
Lombardia
Italia
(1881/07/01 – 1912)
Grumello del Monte
Lombardia
Itralia
(1912 – 1927)
Bergamo
Lombardia
Italia
via Borgo Santa Caterina 92
(1927 – 1928)
Roma
Lazio
Italia
(1928 – 1933)
1923/02
– 1923/02
Organizzatore di agitazioni sociali
(popolare, comunista)
ACS, Cpc, b. 3274
Ritaglio dei articolo “Neo Monsignore”, «L’Eco di Bergamo», 22.7.1927, n. 167.
Ritaglio dei articolo “Il Monsignorato a Don Carminati”, «L’Eco di Bergamo», 23.7.1927, n. 168.
«La Voce di Bergamo (Il Gagliardo)», a. III (VII), n. 179, martedi 2 agosto 1927, p. 2.
Fotografia da documento identificativo