Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Scanzorosciate (Bg) il 29.9.1908, operaio. Benché iscritto al fascio di Scanzorosciate, non ha però mai svolto attività politica o partecipato ad iniziative ‘sovversive’. Emigra in Belgio il 28.8.1929, lavora come carpentiere a Pont Brulé fino all’ottobre 1930. Per mancanza di lavoro si trasferisce in Francia ma deve lasciare il territorio perché sprovvisto carta di identità. Ritorna a Pont Brulé dove viene assunto da una ditta tedesca per il montaggio di macchinari e trasporto di carbon coke. Rimane fino al giugno 1931, poi si trasferisce a Bruxelles dove lavora fino al mese di dicembre dello stesso anno. Dal gennaio 1932 è a Lembech dove lavora come mosaicista presso la Società anonima Solidtit Belge. Dall’aprile al novembre 1932 è mosaicista a Zelich (Bruxelles) presso Vittorio Cavenaghi, in seguito si sposta a Jambes (regione della Vallonia, oggi unito a Namur), dove rimane fino al novembre 1933, Nel frattempo, a Bruxelles, il 28.10.1933 si sposa con l’abruzzese Armida Ferdinanda Figurelli. Il 27.11.1933, su segnalazione proveniente da informatori residenti all’estero, il Ministero degli Interni segnala che Testa frequenta ambienti ed elementi antifascisti a Bruxelles insieme a Marco Bertolini di Legnano, cameriere disoccupato. Vengono perciò richieste alle rispettive Prefetture informazioni sui precedenti politici dei due. Testa continua a spostarsi sul territorio belga in cerca di lavoro. Dal novembre 1933 si trova al Village Coxide presso una piccola industria belga per sette mesi, fino al maggio 1934, per fare ritorno a Jambes, presso Jules Clerin, un mercante di mucche da latte, con cui aveva già lavorato. Nel maggio 1934 rientra in Italia per farsi curare dalla tubercolosi, è ricoverato all’ospedale Principessa di Piemonte di Bergamo dal 19.5.1934 e viene dimesso il 4.11.1935. Nel gennaio 1936 è ospite a casa di parenti. Il Ministero degli Interni il 25.3.1936 richiede un suo interrogatorio, la cui notifica è effettuata tramite il comune di Scanzorosciate il 2.4.1936 e, finalmente, il 3.5.1936 viene interrogato in Questura a Bergamo. Tra il settembre e il novembre 1936 il Consolato italiano, rispettivamente di Bruxelles e di Charleroi, comunicano che in Belgio risiedono la madre e la moglie di Testa, il quale si è sempre dimostrato lavoratore volonteroso e ha sempre rifiutato l’iscrizione al fascio locale, senza farsi però notare per ragioni politiche. Nel 1937 si iscrive di nuovo al Pnf di Scanzorosciate e il 20.3.1937 con la moglie si trasferisce a Roma, dove risiede in via Bixio 8 e dove trova lavoro come operaio di filanda. Muore per tubercolosi all’ospedale di Bergamo il 27.3.1939. (G. Mangini, R. Vittori)