Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Castione della Presolana (Bg) il 26.7.1890, motorista, antifascista, residente a Roma. Nel 1910 emigra in Inghilterra, nel 1912 acquisisce la cittadinanza inglese e partecipa alla prima guerra mondiale come volontario per l’Inghilterra. Afferma di aver girato tutto il mondo e di conoscere molte lingue. Ritorna in Italia varie volte, definitivamente nel 1931. Nel 1933 rinuncia alla cittadinanza inglese. Come motorista della Società Stipe e della Ala Littoria è stato per 5 anni in Africa Orientale Italiana, dove impianta una propria attività di officina meccanica. Viene rimpatriato obbligatoriamente nel 1935 e si stabilisce a Roma, dove apre un’officina per la riparazione di veicoli. Non è iscritto al Pnf e vive solo. Il 2.7.1940 nella capitale fa commenti sulla potenza dell’Inghilterra (possedimenti, colonie, risorse economiche) e sulla difficoltà di una guerra contro di essa, esprimendo quelli che l’autorità giudiziaria fascista del Tribunale Speciale definisce ‘giudizi disfattistici in merito alla guerra ed offensivi per il Regime’. L’1.8.1940 è condannato a 3 anni di confino di polizia alle Tremiti e quando il 14.9.1941, in seguito ad un’amnistia che riduce la sua condanna da 3 a 1 anno, finisce il suo periodo di detenzione, viene trattenuto ancora quale elemento pericoloso. Così, da confinato politico passa a internato politico perché, come segnala la Questura di Roma il 18.10.1941, non ha “dato alcuna prova di ravvedimento”. Trasferito poi nel campo di concentramento di Monteforte Irpino (Av), il 2.7.1942 ingaggia una rissa provocata dall’internato Francesco Siccardi (fu Angelo e Maria Gaviglia, n. ad Albissola a Mare, Sv, il 14.5.1891, commerciante) e, dato che nonostante la presenza dei militi che li separano, continuano reciprocamente a minacciarsi di morte, il prefetto Trifuoggi di Avellino li fa trasferire entrambi nel carcere locale “non essendo nel campo locali adatti di custodia” (nota del 13.7.1942). Inoltre, “essendosi il Siccardi già da tempo manifestato di carattere prepotente e violento, nella considerazione pure che egli risulta incorso in debiti, in soverchie amicizie in paese, poco sofferente della disciplina e delle prescrizioni del campo tanto che spesso se ne allontana arbitrariamente, uscendo per il muro di cinta se ne propone il trasferimento in una colonia insulare. Per quanto concerne lo Stocchi s’è prospettata a codesto Ministero con telegramma odierno valutate le modalità dell’incidente già citato, l’opportunità di dimetterlo in libertà ed avviarlo a Roma con foglio di via obbligatorio”. Non ci sono altre informazioni Nel fascicolo è contenuta una sua fotografia segnaletica in tripla posa, da cui è tratta la doppia posa del cartellino segnaletico, eseguito a Roma dalla Scuola superiore di polizia il 27.7.1940. Cpc b. 4957, fasc. 106427, 1941-1941. (G. Mangini)