Profilo sintetico riassuntivo
Nato a San Pellegrino (Bg) il 6.4.1895, socialista. Sposato, ha sette figli. Partecipa alla prima guerra mondiale. Con il verbale n. 212 della stazione dei Cc di Mondovì viene denunciato nel 1918 ai sensi dell’art. 488 del CP, ma gli stessi Cc di Bergamo ignorano l’esito della sentenza. Il 7.9.1919 il Tribunale Militare di Bari dichiara il non luogo a procedere nei suoi confronti per il reato di diserzione per intervenuta amnistia. Risiede prima a San Martino de’ Calvi (Bg) e poi a San Pellegrino, da dove emigra in Francia per lavoro nell’ottobre 1923. Il 25.7.1935 il Consolato italiano di Nizza informa il Cpc, il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata italiana di Parigi e il prefetto di Bergamo che Sonzogni risiede a Peyrins (dipartimento Drôme, regione Alvrnia-Rodano-Alpi) e lavora come manovale, che si è pubblicamente espresso come antifascista ma non è ritenuto pericoloso politicamente e che lo si segnala come elemento da vigilare in caso di rimpatrio. In occasione della richiesta, avanzata dal Cpc l’11.9.1935, dell’iscrizione di Sonzogni in RF per ‘perquisizione e segnalazione’, il Cpc trasmette alla Prefettura di Bergamo due copie della sua fotografia. Rientrato in Italia nell’aprile 1936, il 2.5.1936 la Questura di Bergamo inoltra alla Divisione Polizia di Frontiera e Trasporti del Ministero degli Interni la richiesta di revoca dell’iscrizione in RF. Il 2.1.1938 da San Martino de’ Calvi si trasferisce presso il cugino Domenico Nuvoloni, che gestisce un negozio di generi alimentari, a Castellaro di Taggia (Im), dove in seguito lo raggiunge la famiglia. Pochi giorni prima di lasciare San Martino de’ Calvi viene sentito dire “Finirà questo regime, qui si muore di fame”. A Castellaro lavora come carbonaio presso l’industriale Domenico Sartore, detto Menegò o Bon. Nel 1939 viene definito anarchico, di cattiva condotta morale e politica, pericoloso e sospetto e non meritevole di essere radiato dallo schedario dei sovversivi. Nel 1940, benché risulti ancora domiciliato a San Martino de’ Calvi, risiede a Lezzara di Bardi (Pr), dove lavora come muratore. Il 16.11.1941 i Cc di San Giovanni Bianco informano la Questura di Bergamo che Sonzogni risiede sempre a Lezzara di Bardi presso l’osteria di Giusepppe Fecci, lavora come boscaiolo e ha rari rapporti con i famigliari che risiedono a San Pellegrino (padre e due fratelli) perché è in disaccordo con loro. Nell’agosto 1942 la Prefettura di Parma segnala ai Cc di San Pellegrino che Sonzogni il 17.7.1942 è partito alla volta di San Pellegrino. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Cpc, b. 4869, fasc. 121807. (G. Mangini)