Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Zogno (Bg) il 4.4.1908, risiede nella frazione Bruntino di Almé con Villa (Bg), contadino in proprio, celibe. La sera del giorno 1.4.1934 si trova con alcuni amici e conoscenti in un locale pubblico della frazione di Foresto Secondo a bere, cantare e giocare a morra. Ad un certo punto Geremia Quarti, uno dei presenti, in seguito ad una discussione insorta a proposito del conteggio dei punti del gioco della morra, grida “Viva il duce” e Sonzogni, ubriaco, risponde in dialetto: “E che mel ciuce compreso quello che è qui presente che porta il balores e che non mi fa paura”, alludendo al distintivo fascista all’occhiello di un altro dei presenti, Giacomo Salvi. Il 4.4.1934 Sonzogni viene convocato dai Cc di Villa d’Almé e interrogato dal maresciallo Mario Pozzi, comandante della locale stazione Cc, e dal vice-brigadiere a piedi Antonio Liaci. Sonzogni ammette il fatto che gli viene addebitato, attribuendolo però solo agli effetti del vino e non ad una spontanea intenzione. Oltre a quella di Sonzogni, nel fascicolo sono contenuti i verbali delle deposizioni di alcuni dei presenti alla discussione incriminata. Arrestato, dallo stesso giorno viene detenuto nelle carceri giudiziali di Bergamo. I Cc di Villa d’Almé trasmettono il verbale del suo interrogatorio alla tenenza dei Cc di Bergamo, che il 22.4.1934 procede alla sua denuncia. Rimane in carcere fino al 12.5.1934, quando viene rilasciato per ordine del Tribunale Speciale. Il giorno stesso del rilascio gli vengono prese le impronte digitali, conservate nel fascicolo. Il 26.5.1934 la Sezione Ia dell’ufficio Affari Generali Riservati della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno (prot. N. 441/013915) scrive al prefetto di Bergamo che “non ritiene sia il caso di denunziare il Sonzogni Carmelo fu Carlo alla Commissione Provinciale per un provvedimento di polizia”. I Cc di Almé con Villa il 7.11.1936 informano la Questura che il giorno precedente è stato denunciato alla Pretura di Almenno San Salvatore (Bg) per lesioni volontarie ai danni di un vicino di casa, “che lo insolentì”. Tuttavia, nella stessa informativa, il maresciallo capo a piedi Mario Pozzi, comandante della locale stazione dei Cc, aggiunge che Sonzogni ‘trovasi in misere condizioni economiche finanziarie e non è ritenuto capace di fare alcuna propaganda o complottare contro il Regime. É persona ignorante ed innocua’, per questo il maresciallo esprime parere favorevole alla sua radiazione dal novero dei sovversivi. Nel novembre 1939 i Cc di Bergamo informano la Questura che lo giudicano di “cattiva condotta morale”, ma che dopo l’episodio del 1934 non ha più dato luogo a rilievi, pertanto non ritengono necessario compilare la sua scheda biografica. Nel fascicolo non c’è informazione sulla sua eventuale radiazione. (G. Mangini)