Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Fuipiano Imagna (Bg) il 7.5.1915, contadino, minatore, antifascista, ha 2 sorelle, Teresa e Felicita, e 2 fratelli, Battista e Vincenzo. Inizialmente lavora come contadino. Per raggiungere il padre, a sua volta di nome Pietro, nel 1930, quando ha 15 anni, emigra in Francia con lo zio paterno Giuseppe (n. 1883), stabilendosi a Homécourt. Nel 1935 rientra per pochi giorni a Fuipiano per accompagnare il padre, che ha perso una gamba per un infortunio sul lavoro. Il 16.2.1937 il segretario della federazione fascista di Bergamo, Morello Morelli, raccogliendo un’informazione dei fascisti di Fuipiano Imagna, scrive al questore di Bergamo informandolo del fatto che in quel paese circola voce che Rota si sia arruolato dal gennaio 1937 nelle milizie anti-franchiste, aggiungendo che la famiglia “risiede a Fuipiano Imagna, risulta di sentimenti politici molto dubbi ed è perciò sorvegliata dai fascisti locali”. Per effetto della segnalazione, Rota viene iscritto in RF il 17.2.1937 come comunista da arrestare. La stessa diceria viene raccolta anche dai famigliari del Rota e la madre lo informa scrivendogli negli stessi giorni. Il 27.3.1937 risponde alla madre con una lettera (l’originale è nel fascicolo) in cui smentisce il suo arruolamento, affermando di risiedere sempre in Francia e di lavorare nelle miniere di ferro. Nella lettera attribuisce l’origine delle “belle balle” che lo vogliono arruolato in Spagna a Carlo Bianti (Cpc b. 631), operaio comunista pure nativo di Fuipiano Imagna come i fratelli Battista e Marino Bianti, coetanei di Rota, a loro volta emigrati nella stessa zona. Dalla falsa voce del suo arruolamento in Spagna deriva il fatto che il 14.6.1937 viene aperta la sua scheda biografica e, di seguito, l’iscrizione del suo nome nel BR. Il 8.8.1937 scrive ancora una lettera alla madre da Mercy-le-Bas (dipartimento di Meurthe et Moselle, Regione Lorena), in cui, firmandosi ‘Rota Pierre’, si dice in ottima salute ma con ferita alla mano destra, della quale ha perso un’unghia ed esprime la speranza di poter tornare per Natale a Fuipiano a salutare la famiglia (l’originale è nel fascicolo). Il 18.2.1938 il Consolato italiano di Nancy informa il Ministero dell’Interno che Rota risiede a Homécourt ed è antifascista. A causa della sua precoce emigrazione risulta renitente alle armi, ma il Consolato italiano di Nancy il 30.11.1939 gli rilascia la dispensa dal presentarsi alle armi in tempo di pace. Il 19.4.1940 i Cc di Bergamo, su richiesta della locale Questura, predispongono su di lui un rapporto contraddittorio: prima si afferma che “conduce tuttora persistente cattiva condotta politica” e poi, in conclusione, si dice che “non è inscritto al P.N.F. Non ha dato sicure prove di ravvedimento per cui non si ravvisa l’opportunità che venga radiato dal novero dei sovversivi. Si ignora l’attuale preciso suo recapito”, cioè non si sa niente di lui e, appunto per questo, lo si continua a ritenere ‘sovversivo’. E’ ancora iscritto in RF il 24.4.1939 al n° 04469, per ‘perquisire e segnalare’. Nel 1942 chiede il rilascio del passaporto al Consolato Generale di Colonia sul Reno per recarsi in Germania a lavorare. La Questura di Bergamo il 21.11.1942 esprime parere favorevole alla concessione del passaporto. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Cpc, b. 4468, 1937-1942, scheda biografica. (G. Mangini)