Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Castione della Presolana (Bg) il 14.7.1898, contadino, antifascista. Ex-combattente nella prima guerra mondiale, emigrato in Francia e in Svizzera, rientra al suo paese nel 1931. Una segnalazione giunta alla tenenza dei Cc di Clusone (Bg) il 28.10.1932 informa che il giorno precedente, alle ore 18, a Castione della Presolana sono stati strappati 3 manifesti murali affissi in occasione del decennale della presa del potere da parte del fascismo. I sospetti si appuntano su Biagio Rossi che, subito ricercato, viene trovato in un bosco di Rovetta (Bg) intento alla raccolta delle castagne insieme ad alcuni parenti. Fermato, viene rinchiuso nelle carceri mandamentali di Clusone. Interrogato il 10.11.1932, ammette di avere lacerato il manifesto che si trovava sul muro della sua abitazione, ma nega di averlo fatto apposta ma solo per un incidente fortuito, avendo lacerato il manifesto in modo accidentale, in seguito al sollevamento della legna verso il solaio della casa tramite una carrucola. Nega inoltre il danneggiamento degli altri due manifesti. I Cc di Clusone, però, non credono alla sua versione, ritenendo invece che Rossi abbia strappato il primo manifesto per un moto d’ira e poi, per timore di eventuali conseguenze, ne avrebbe lacerato un altro nei paraggi e tentato di bruciare il terzo. Sulla base di questa convinzione i Cc di Clusone chiedono al prefetto di Bergamo il permesso di denunciare Rossi all’autorità giudiziaria per la violazione dell’art. 654 del Codice Penale, cioè per manifestazione sediziosa. Nel dicembre 1932 viene diffidato dalla Commissione Provinciale. Sorvegliato, nel 1936 lavora come minatore ma le sue condizioni economiche sono misere. Nel febbraio 1937 si reca a Savona per chiedere il permesso di imbarcarsi per l’Africa orientale. Sposato con Giacomina Ferrari, è padre di Giovanni (n. 1925), Giuseppe (n. 1926), Italo (n. 1929), Luigi (n. 1933), nel 1939 vive a Castione in via Medici 92. Radiato nel 1939. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in triplice posa. (G. Mangini, R. Vittori)