Ranica Giuseppina

donna di servizio
(padre)
(madre)
(marito)
Bergamo
Lombardia
Italia
via Fara 7
(1884 – ?)
1928
Agli inizi di agosto 1928, parlando dei fascisti dice che ‘starebbero bene tutti bruciati, quella brutta gente’ e, a proposito degli attentati di Roma e Bologna contro Mussolini, aggiunge che ‘lo volevano ammazzare, se anche lo avessero ucciso non avrei fatto una lacrima’. Le comari del suo stabile, Paolina Masini vedova Rovetta ed Enrica Copler in Sironi, interrogate in proposito, prontamente confermano, la prima come testimone diretta e la seconda come testimone di casi simili accaduti in precedenza, sempre con la Ranica protagonista. La Copler aggiunge che la Ranica ha anche detto che ‘se l’avessero ammazzato, avrebbero fatto bene, perché è lui che con la miseria ha rovinato l’Italia; se potessi me lo metterei sotto il sedere’.
(1930/02/01 – )
Con sentenza 1.2.1930 viene condannata a 6 mesi di reclusione e a 500 lire di multa.
fotografie scattate dagli organi di polizia
(Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa realizzata in questura il 29.9.1928.)
Busta
4224,
Fascicolo