Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Caravaggio (Bg) il 11.3.1893, nel 1931 risiede a Milano, Galleria De Cristoforis 58. Tenente di fanteria in congedo, viaggiatore di commercio, sospetto sovversivo, tesserato socialista fino al 1920. A Milano è amico dell’ex sindaco socialista di Caravaggio, Mario Banfi. Il 14.9.1931, dopo essere stato a Caravaggio, mentre si reca alla stazione per tornare in treno a Milano, ubriaco, pronuncia frasi contro i fascisti e l’Italia. Le frasi vengono sentite da Vincenzo Stefanini (di Giuseppe, n. nel 1901), caposquadra della Mvsn, che ne informa i Cc. Questi si mettono subito alla ricerca di Prina e lo ritrovano addormentato sotto un portone nei pressi della stazione. Interrogato, dichiara di aver bevuto un po’ troppo e, avendo dimenticato le chiavi di casa, decide di passare la notte in strada per partire l’indomani mattina col treno delle 6.50 per Milano. Nega inoltre di aver pronunciato le frasi che gli vengono attribuite (“Altro che trasportare le lapidi dei caduti; se i socialisti di una volta sono stati dei vigliacchi i fascisti di oggi sono dei merdoni. Questo paese starebbe bene spianato perché abitato da vigliacchi”), ma afferma di aver avuto la tessera socialista nel 1920. Nelle frasi da lui pronunciate, tuttavia, non vengono ravvisati estremi di reato e per questo viene denunciato solo per ubriachezza. Tuttavia, dati i suoi precedenti politici, viene diffidato dalla Questura di Milano nel settembre 1931. Radiato dallo schedario dei sovversivi bergamaschi il 7.12.1933. Nel 1934 abita a Milano in via Borgogna 2. Cpc, b. 4130, 1931-1934. (G. Mangini)