Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Grumello dei Zanchi (Bg) il 7.6.1897, contadino, vive a Poscante (Bg), sposato con Teresa Pacchiana, minatore, antifascista, sospetto comunista. Nel 1918 viene condannato all’ergastolo dal Tribunale Militare di Desenzano (Bs) per diserzione, poi amnistiato. Il 24.9.1924 il pretore di Zogno (Bg) lo condanna a 10 giorni di reclusione per canti sovversivi, pena sospesa per un anno. La sera del 21.4.1927 alcuni fascisti di Poscante, dopo essere stati a Zogno a festeggiare il Natale di Roma, si trattengono in alcune case di conoscenti per parlare e bere. Verso mezzanotte, cantando canzoni fasciste, si dirigono verso la casa del fascista Fermo Bosio. Nell’andare verso la casa di Bosio, Pesenti li avrebbe fischiati. Ne nasce un alterco senza conseguenze. Intorno alle 2, all’uscita i fascisti vengono affrontati da Andrea Pacchiana (cfr. b. 71), cognato di Pesenti, domiciliato a Poscante ma per ragioni di lavoro residente a Genova, che chiede loro dove stiano andando. Nel far questo Pacchiana tiene una mano in tasca e i fascisti credono che vi tenga una pistola. Per questo lo circondano, Pacchiana si rifugia in casa, dalla quale vengono esplosi alcuni colpi di pistola. La moglie di Bosio, Elisabetta Arizzi, risulta ferita ad un ginocchio, ma Pacchiana dichiarerà di non essere stato armato e la stessa Arizzi confermerà al pretore di essersi fatta male cadendo dalle scale, tanto che il 5.5.1927 muore di setticemia. Pesenti, per parte sua, il 3.10.1927 viene denunciato per omessa denuncia di armi e il 20.1.1928 viene diffidato. Nel febbraio 1928 lavora in provincia di Genova in un cantiere ferroviario e termina il suo lavoro nel luglio successivo. Dal 1928 al 1939 emigra spesso in Francia per ragioni di lavoro. Cpc, b. 3893, 1927-1941. (G. Mangini)