Pelliccioli Carmelo

Busta
85
Fascicolo
2547
Primo estremo
1933
Secondo estremo
1943
Cognome
Pelliccioli
Nome
Carmelo
Presenza scheda biografica
sì
Luogo di nascita
Data di nascita
1905/03/10
Luogo di morte
Milano
Data di morte
1943/09/03
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione
operaio meccanico
Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Desenzano al Serio (Bg) il 10.3.1905, 5a elementare, operaio meccanico, antifascista, confinato politico, sposato con Ines Balini fu Luigi, di Pradalunga, senza figli. Nel fascicolo è presente la sua scheda biografica. Risiede d Albino (Bg). Nel 1924 insieme ad altri canta ‘Bandiera rossa’. Emigrato in Francia, il 13.1.1933 rientra ad Albino. La sera del 24.1.1933, in un locale di Comenduno, rivolgendosi al ritratto di Mussolini appeso ad una parete, dice: “invece di sputare per terra è bene che si sputi in faccia a quel vigliacco che è lì sul quadro; venga pure, io non ho paura di nessun fascista, sono nato comunista e morirò comunista”. Arrestato dai Cc, al momento dell’arresto risulta disoccupato. Nel suo rapporto al prefetto, il questore di Bergamo così scrive il 13.2.1933: “La sera del 24 gennaio, allorché egli uscì nelle frasi incriminate il Pelliccioli non risultava preso dal vino e nessuno lo aveva provocato, per cui deve ritenersi che abbia agito sotto l’influenza di teorie e princìpii assorbiti all’estero. Premesso quanto sopra sembra necessario in suo confronto un provvedimento di rigore e pertanto lo propongo per il confino di polizia”. La Commissione Provinciale, riunita il 21.2.1933, lo condanna a 2 anni di confino. Nel fascicolo è conservata una sua foto segnaletica, scattata a Bergamo il 22.2.1933. Destinato alla colonia di Ventotene, vi giunge il 26.2.1933. Mentre si trova al confino viene arrestato il 14.5.1933 e denunciato alla Pretura di Napoli per ubriachezza e lesioni ad un altro confinato e contravvenzione agli obblighi del confino e il 10.6.1933 è condannato a 3 mesi e 10 giorni di arresto. Il 21.9.1933 viene di nuovo arrestato e denunciato per ubriachezza e contravvenzione agli obblighi del confino, accusa da cui il 10.10.1933 viene assolto dalla Pretura di Napoli per insufficienza di prove. Presenta ricorso in appello per la riduzione di pena, ma l’appello viene respinto il 22.11.1933. Il 25.12.1933 è ancora arrestato per ubriachezza e contravvenzione agli obblighi del confino, con l’aggravante dell’abitualità. Il 29.1.1934 viene ancora arrestato, oltre che per oltraggio e resistenza alla forza pubblica e contravvenzione agli obblighi del confino, questa volta anche per lesioni volontarie al confinato Eraldo Sonvico fu Eugenio, n. in Svizzera il 29.7.1907, residente a Cadorago (Co), operaio comunista. Il 15.11.1934 viene trasferito a Spezzano della Sila (Cs). Il 19.11.1934 viene arrestato dai Cc di Spezzano per ubriachezza e inosservanza degli obblighi del confino e per questo condannato il 20.11.1934 a 4 mesi di reclusione dal pretore locale. Scontata la pena e trasferito alle Tremiti, vi giunge il 18.5.1935. Qui è arrestato il 5.8.11935 per ubriachezza e contravvenzione agli obblighi del confino, e il 24.8.1935 è condannato dal Tribunale di Foggia a 3 mesi e 10 giorni di arresto. Dimesso dal carcere il 17.1.1936, rientra alle Tremiti. Trasferito alla colonia di Ustica il 9.7.1936, viene arrestato il 3.9.1936 per ubriachezza e contravvenzione agli obblighi del confino e condannato a 12 mesi di arresto dalla Prefettura di Palermo. Il 18.3.1937 il Consolato Generale di Parigi concede alla madre di Pelliccioli, Maria Sangalli, residente a Montmorency, il rinnovo del passaporto per un anno. Finalmente il 26.5.1937 termina il periodo di confino e Pelliccioli rientra ad Albino, da dove si trasferisce a Sesto San Giovanni per raggiungere la moglie, che lavora presso lo stabilimento Marelli. Arrestato a Sesto San Giovanni il 6.1.1938 per maltrattamenti alla moglie, con sentenza 4.4.1938 del Tribunale di Monza viene condannato a 4 mesi di reclusione. La moglie, tramite l’avvocato Pasquale Tacchini di Bergamo, inizia le procedure di separazione dal marito il 27.6.1938. Espiata la pena, viene diffidato e munito di foglio di via obbligatorio per Albino. Il 3.8.1938 il pretore di Bergamo lo condanna a 7 mesi di reclusione e alle spese processuali per oltraggio a pubblico ufficiale. Con sentenza dell’8.3.1939 è condannato dalla Pretura di Bergamo a 4 mesi di arresto e a L. 250 di ammenda per ubriachezza. L’8.2.1940 viene emesso nei suoi confronti un mandato di cattura perché imputato di furto aggravato, e il 13.2.1940 risulta detenuto nelle carceri giudiziarie di Bergamo a disposizione della Pretura perché responsabile di contravvenzione alla diffida. Il 26.6.1941 è arrestato a Milano per contravvenzione al foglio di via obbligatorio rilasciatogli dalla Questura di Milano per Albino. Muore a Milano il 3.9.1943. Cpc, 1933-1943. (G. Mangini)
Familiari
Pelliccioli Giuseppe
(padre)
Nato nel 1880, falegname.
Sangalli Maria Giovanna
(madre)
Balini Ines
(moglie)
Pelliccioli Manilia Maria Lorenzina
(sorella)
Nata a Desenzano al Serio il 3.11.1900.
Luoghi di residenza
Albino
Lombardia
Italia
Sanzioni subite
In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale
Busta
3829,
Fascicolo
Riferimenti bibliografici
Antifascisti Cpc 1998, vol. 14
riferimento p. 247