Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Spinone dei Castelli (Bg) il 9.3.1900, contadino, operaio. Nel settembre 1922 emigra in Francia recandosi a Trieu (dipartimento di Nancy, regione Meuse et Meurthe), dove lavora 7 mesi come operaio nelle miniere di ferro. Alla metà del 1923 è a Mont St. Martin (dipartimento Meurthe-et-Moselle, regione Grand Est), dove lavora 8 mesi come manovale presso imprese edili, mentre agli inizi del 1924 è a Livry-Gargan (dipartimento Seine-Saint Denis, regione Île-de-France), dove rimane fino alla fine del 1926 come manovale per la società edile Union Intraprenor. Nel gennaio 1927 si trasferisce a Clichy-sous-Bois (dipartimento Seine Saint Denis, regione Île-de-France), dove lavora fino al settembre successivo come manovale presso la stessa società. Nel luglio 1933 viene espulso dalla Francia per aver partecipato allo sciopero indetto dagli operai della ditta presso la quale lavorava in una fornace di mattoni, calce e gesso. Venuto a conoscenza del fatto, il Ministero dell’Interno il 25.11.1933 chiede al Commissariato locale di Ps di interrogare Peiti in proposito, il che avviene a Spinone il 13.12.1933 da parte del commissario aggiunto di Ps Oreste De Luca. Nell’ottobre 1939 lavora come contadino, convive con la madre, è lontano da ogni impegno politico, è vedovo di Margherita Ghiglieveri, ha 2 figli, Roberto (n. 1925) e Battista (n. 1928). Nel fascicolo c’è anche un documento della Prefettura di Varese del 1933 relativo a Enrico Monetti, muratore socialista con fascicolo al Cpc (b. 3350, 1907-1940) nato nel 1882 a Vedano Olona (Va) e residente a Malnate (Va), espulso dalla Francia insieme a Peiti e a Vito Scarsini. (G. Mangini)