Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Caravaggio (Bg) il 24.3.1877, panettiere, comunista, licenza elementare. Tra il 1909 e il 1915 riporta 5 condanne (brevi pene detentive e multe) per ricettazione, resistenza all’autorità e oltraggio. Scheda biografica aperta il 18.8.1924. E’ in rapporto con i dirigenti del movimento socialista e comunista di Caravaggio, dove lavora per una Cooperativa, di cui è direttore dal 1905. Viene ritenuto pericoloso sul piano politico e anche su quello personale, per possibili vendette che potrebbe prendersi nei confronti delle autorità fasciste locali. Dal 25.9.1922 lascia Caravaggio per Milano, dove risiede in viale Monza 112 presso Castoldi. A Milano avrebbe partecipato a riunioni ‘sovversive’ clandestine in casa di Carlo Fontana, residente in via Plinio 20, tuttavia una nota della Questura di Milano del 4.3.1924 ritiene infondate tali notizie, essendo il Fontana apolitico e le accuse nei suoi confronti di ospitare le riunioni clandestine sarebbero dovute alla rivalità nutrita da un certo Ludovico Ballabio, inquilino dello stesso stabile, che ha fatto bastonare Fontana a Caravaggio il 22.1.1924 dal fascista Tobia Ceserani. Il 21.1.1924 i Cc di Caravaggio segnalano al sotto-prefetto di Treviglio che a Milano, presso il ristorante Biffi in Galleria, Paltenghi frequenta un gruppo di socialisti caravaggesi: il tenore Giuseppe Radaelli, l’avvocato Petro’ e Mario Banfi (n. a Caravaggio nel 1891, Cpc, b. 306). Il 28.6.1924 Paltenghi viene condannato dal Tribunale di Milano a 18 mesi di reclusione “per corruzione di minorenne”. Uscito dal carcere nel dicembre 1925, il 21.12.1925 viene ammonito e inviato a Caravaggio. Qui, però, “temendo rappresaglie da parte dei fascisti locali, egli si allontanò tosto dichiarando ai CC.RR. che andava a stabilirsi a Milano, in via Ferrante Aporti n. 32. Non essendosi, però, colà rintracciato, è stato il 26 febbraio u.s. arrestato deferito a quella Pretura Urbana per contravvenzione all’ammonizione”. Intanto, nel marzo 1925 i Cc di Treviglio informano la locale Sotto-prefettura che il luogo di ritrovo dei comunisti caravaggesi a Milano è un locale pubblico, posto tra la rivendita di tabacchi e una salumeria di Piazza S. Ambrogio, vicino al Distretto Militare della città, anche se Paltenghi vi risulta sconosciuto. Il 3.6.1926 il sotto-prefetto di Treviglio spedisce un telegramma a questori e sotto-prefetti di Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia e al BR presso la Direzione Generale di Pubblica Sicurezza di Roma, scrivendo che Paltenghi, già residente a Milano e pericoloso comunista, si è reso irreperibile. La minuta manoscritta del testo è scritta sul retro della lettera del 24.5.1905 con la quale il prefetto di Bergamo segnala al sotto-prefetto di Treviglio che un tal Leonardo Antonio Abele Casubolo (fu Leonardo e Maria Cariglia, n. 1878 a Favignana, anarchico), il giorno 15.5.1905 è partito da New York perché incaricato da altri anarchici italiani residenti negli Usa di uccidere il Re. Paltenghi è iscritto in BR dal 1926 e dal 1929 in RF. Muore nelle carceri di San Vittore, a Milano, nel corso del 1932, ma nel fascicolo non sono conservati documenti che chiariscano la motivazione della sua detenzione e le cause della sua morte. Nella documentazione si verifica anche la confusione tra lui e il fratello Cesare, nato a Caravaggio il 19.12.1889, emigrato in Francia il 5.11.1922 con regolare passaporto e residente a Loriol (Drome). C’è anche un altro fratello, Gaspare Paltenghi, parroco di Mozzanica nel 1928 e fervente sostenitore del Partito popolare, che però non è compreso nell’elenco dei sovversivi. Cpc, b. 3683, 1928-1932 (al Cpc la data di nascita è sbagliata, dato che è indicato l’anno 1887). Nel fascicolo, in particolare, è conservata la minuta di un telegramma del sottoprefetto di Treviglio del 08.06.1926, indirizzato ai questori e ai sottoprefetti di Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia, al al BR per l’indivduazione del Palntenghi. La minuta è scritta sul retro della copia di una lettera del 24-05.1905 indirizzata dalla Prefettura di Bergamo al sottoprefetto di Treviglio nella quale viene segnalato il nome dell’anarchico siciliano Leonardo Antonio Abela Casubolo (di Leonardo e Maria Cariglia, nato nel 1878 a Favignana). Casubolo è uno dei numerosi anarchici segnalati in partenza da New York verso l’Italia e sospettati, in quanto anarchici, di avere l’intenzione di uccidere il Re. La segnalazione è rivolta dal Ministero degli Interni a tutte la Prefetture e Sottoprefetture d’Italia. (G. Mangini, R. Vittori)