Nosengo Secondo

falegname
sindacalista
rappresentante di commercio
Dopo le giornate del marzo, Nosengo lascia il lavoro a Dalmine ed entra a far parte della Giunta esecutiva della Uil con Guido Galbiati, Giovanni Mapelli, Ercole Miani e Mario Razzini. Nell’ottobre 1919 partecipa a Forlì al congresso della Uil e in quell’occasione viene nominato segretario del congresso, intervenendo nel dibattito sul tema del protezionismo doganale. Nel giugno 1922 diviene segretario dell’Unione Sindacale Milanese, recandosi per questo tutti i giorni da Bergamo a Milano, tanto che la Questura milanese il 12.6.1922 ne chiede notizie a quella di Bergamo. Nel 1926 è segretario della Associazione Inquilini di Bergamo, mostrandosi avverso al regime fascista, tanto che, sospettando che in virtù di tale carica Nosengo svolgesse nascostamente propaganda antifascista, la Prefettura di Bergamo scioglie l’associazione e la ricostituisce con altri dirigenti. Nel 1927 è socio della Società Anonima Chimica Tessile di via S. Bernardino 37, insieme a Ghislandi e al ragionier Emilio Baracchetti, ex-combattenti assisiani e antifascisti. Nel 1927 dalla Questura è ritenuto anarchico, nel 1928 socialista, ritenuto elemento “pericoloso in caso di moti”. Domiciliato a Bergamo, nel 1927 abita in via S. Lazzaro 2, mentre nel 1928 risiede in via Carnovali 2 in una villetta di sua proprietà. Nel 1928 lavora come rappresentante di commercio di generi alimentari, nel gennaio 1932 è assunto come commesso viaggiatore della ditta ‘Pfaff’ produttrice di macchine da cucire. Nel 1934 è rappresentante di generi alimentari, mentre nel 1935 è impiegato presso il dazio di consumo di Bergamo. Fa parte della categoria delle persone da arrestare in determinate circostanze, dalla quale però viene radiato nel dicembre 1935. Dal 1936 al 1940 continua ad essere vigilato con attenzione ma non ci sono annotazioni sul suo conto. Nel 1940 è impiegato negli uffici del dazio di consumo a Bergamo. Il 10.7.1940 si iscrive al Pnf con anzianità dal 23.3.1925 quale ex combattente, e viene perciò radiato dal novero dei sovversivi della provincia. Nel 1952 figura come segretario del sindacato dei lavoratori del commercio presso la CdL di Bergamo. Muore a Sorisole (Bg) il 2 aprile 1975. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia tratta dal documento d’identità. Cpc, b.3559, 1908-1940, scheda biografica. (G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
(madre)
(moglie)
di Pietro, nata nel 1888
Bergamo
Lombardia
Italia
(1919? – )
1904
Il tribunale di Alessandria il 12.12.1904 lo condanna a 11 mesi e 20 giorni di reclusione, poi ridotti in appello a 3 mesi e 3 giorni il 27.2.1905 per affissione di manifesti sovversivi
1919/03
E’ tra i promotori delle agitazioni sindacali dello stabilimento Dalmine che sfoceranno nel marzo 1919 all’occupazione dello stabilimento e all’autogestione produttiva
1922/06
Nel giugno 1922 diviene segretario dell’Unione Sindacale Milanese.
fotografia da documento identificativo
Busta
3559,
Fascicolo
riferimento pp. 37-41; pp. 59-68.