Micheli Giuseppe Antonio, detto Giovanni Beato
Antonio
detto Giovanni Beato
muratore
“Ho ricevuto la tua lettera in data 26.1.1938 con la quale mi dici che la nostra classe festeggia il 50° anno di vita. Io sarei venuto se ci fosse un governo di libertà ma col vostro governo di terrore e di miseria non posso venire a festeggiare il 50° anno, per me sarebbe la mia morte. Ma dovete sapere che io qui festeggerò la mia classe sotto la bandiera della pace, pane, libertà. E che voi festeggiate la pace sotto la bandiera della schiavitù, miseria, fame.
Dalla classe 1888 a Leffe avete degli assassini e qui abbiamo degli uomini che lottano contro il fascismo che è il più assassino di tutti gli uomini del mondo e sulla terra. Pensate che la nostra classe in Ispagna, muore sotto le bombe italiane del fascismo.
Le bombe italiane hanno bombardato Barcellona ed han fatto morti nei vecchi nei bambini nelle donne.
Festeggiate voi la classe?
Sulla tua lettera mi dici se non posso venire, voi sarete grati di dare la mia adesione spirituale.
Questo no. Se ci fosse Cristo? Per me la chiesa è un casino nel mondo.
Siamo uomini o schiavi? Giovanni Beato
Ci dirai a tutti i presenti della classe che la mia opinione è di avere un mondo nuovo sotto la etichetta
Libertà. Questa lettera voglio che sia letta a tutta la classe. Viva la pace et libertà
Micheli Giuseppe Antonio
Abbasso il fascismo”.
Perde la cittadinanza francese il 17.7.1941 per le disposizioni della legge del 22.7.1940 del Governo di Vichy, quando risiede a Cognix (Alta Savoia) in avenue Adrian Badiou 2. Per questo, il 15.11.1941 il Cpc si rivolge al Ministero degli Esteri e alla Prefettura di Bergamo chiedendo “di fare conoscere, con cortese urgenza, se trattisi di indesiderabile e se, in conseguenza, debbasi inibirgli l’ingresso nel Regno”. Non ricevendo risposta il Cpc rinnova la richiesta il 31.3.1942. La decisione del Cpc di inserirlo in RF con l’indicazione del respingimento giunge nel giugno 1942. Cpc, b. 3264, 1938-1942. (G. Mangini)
(padre)
Nato nel 1850, muratore.
(madre)
(sorella)
Nata a Leffe il 25.6.1890, operaia tessitrice presso la ditta Gelmi di Leffe, sposata con l’operaio Giuseppe Conti, dal quale ha un figlio di nome Giovanni..
(moglie)
Sposata a peja il 14.8.1912.
Leffe
Lombardia
Italia
(1888/12/01 – 1920/02/15)
Cognix (?)
Alta Savoia
Francia
(1920/02/16 – )
1938
Nel febbraio 1938 scrive una lettera in cui rifiuta l’invito rivoltogli da un compaesano fascista di rientrare in Itala per festeggiare i coscritti on occasione del loro del 50° anno d’eta, ma la lettera è una vera e propria requisitoria antifascista.
1941
Il 17.7.1941 perde la cittadinanza francese.
(fascista)
Busta
3264,
Fascicolo