Merisio Giovanni

Merisio Giovanni Santo

Busta
71
Fascicolo
2146
Primo estremo
1933
Secondo estremo
1943
Cognome
Merisio
Nome
Giovanni
Altri nomi

Santo

Presenza scheda biografica
Luogo di nascita
Data di nascita
1896/07/12
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

contadino

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Caravaggio (Bg) il 12.7.1896, contadino, socialista, fante nella prima guerra mondiale. A causa della ferita causata da una scheggia di granata, rimane immobilizzato sul campo di battaglia, fatto prigioniero dagli austriaci e internato per 3 anni nel campo di concentramento di Mauthausen. L’esperienza di guerra e prigionia indebolisce il suo fisico. Al rientro dall’Austria, dopo aver avuto il tifo, ha problemi di itterizia e gastroenterite, tanto da doversi ricoverare d’estate in montagna per risollevarsi. Si sposa con Maria Franzosi (n. 1898), dalla quale ha due figlie, Maddalena (n. 1924) e Giacomina (n. 1928). Il padre, Angelo Gabriele, e il fratello, Stefano, hanno fatto parte di leghe contadine antifasciste. Per questo il fratello viene più volte bastonato e ferito dagli squadristi fascisti, tanto da essere indotto nel 1924 ad emigrare in Francia, dove si sposa e dove è ancora segnalato negli anni Trenta. Ha altri due fratelli, che convivono con i genitori. Merisio si iscrive al Pnf dal 1922, rinnovando la tessera anche per gli anni successivi fino al 1926, quando non rinnova la tessera per ragioni economiche, pagando già la tessera sindacale e quella dell’associazione degli ex-combattenti. Già nel 1923, iscritto nella Mvsn, viene da questa radiato per morosità. La sera del 24.10.1933, entrato in un locale pubblico di Caravaggio dove alcuni contadini stanno cantando inni fascisti, “da’ luogo a manifestazioni sovversive” intonando ‘Bandiera rossa’. Invitato a smetterla, riprende il suo canto, che smette solo quando uno dei presenti, un certo Assunto Ladini, gli dice che ne informerà i Cc, cosa che effettivamente avviene. I Cc, intervenuti subito, arrestano per strada Merisio, che nel frattempo si dirige ubriaco verso casa sua. Alla vista dei Cc, grida loro “vigliacchi, lazzaroni” ed altri epiteti e minacce. La perquisizione in casa sua effettuata al momento dell’arresto porta al sequestro di una rivoltella e 4 cartucce, regolarmente denunciate, e di una copia de L’Impero della morte di L. Tolstoi. Il 6.12.1933 la Pretura di Treviglio, per l’accusa di oltraggio ai Cc, lo condanna a 6 mesi di carcere e a 200 lire di ammenda, ma gli viene concesso il beneficio della condizionale e della non iscrizione della condanna nel casellario giudiziale, anche perché il 21.12.1933 Merisio deve presentarsi davanti alla Commissione Provinciale per il confino di polizia. La Commissione, composta da Gaetano Anzà, prefetto; Roberto Buonvino, procuratore del Re; Vincenzo Giannitrapani, questore; Angelo Testa, console XIV legione Mvsn; Aurelio Roli, maggiore Cc; Guido Masiero, commissario di Ps, lo condanna a un anno di confino e viene assegnato a Gasperina (Cz). Contro la sentenza presenta immediato ricorso e, secondo la prassi, il Ministero dell’Interno chiede alla Questura di Bergamo un parere sull’eventuale proscioglimento e sull’accoglienza che il provvedimento avrebbe in sede locale. La Questura si rivolge per la stessa ragione ai Cc di Treviglio. Il 22.1.1934 il comandante della tenenza dei Cc di Treviglio, il maresciallo maggiore a piedi Gian Battista Rossi, scrive alla Questura di Bergamo una lunga e dettagliata ricostruzione della vicenda di Merisio, che così si conclude: “Questo comando in considerazione della nessuna pericolosità del ricorrente; della sua comune levatura intellettuale, del suo stato di famiglia; per non aver prima dell’episodio per cui fu arrestato, svolta opera avversa alle istituzioni ed al regime; per fatto parte dall’inizio del movimento Fascista; per appartenere tuttora alla locale Associazione Nazionale Combattenti ed infine perché sia conclamata la generosità della Giustizia Fascista verso chi in un momento di abbrutimento alcoolico richiamò alla memoria l’inno dell’epoca infausta, esprime parere favorevole all’accoglimento dell’istanza, soggiungendo che il provvedimento di clemenza produrrebbe buona impressione in pubblico”. In occasione della Pasqua, il 30.3.1934 Merisio viene prosciolto dal confino per disposizione di Mussolini. Rientrato a Treviglio il 5.4.1934, conduce in affitto un fondo agricolo in area milanese e abita nella cascina ‘Adolfa’ di proprietà di Giuseppe Barruffi, vice-podestà di Caravaggio. Seguendo la prassi istituzionale, la Commissione d’Appello, alla quale Merisio si era rivolto dopo la condanna del 21.12.1933, si riunisce il 6.6.1934, accoglie il ricorso commutando il confino in ammonizione e prendendo atto della già avvenuta liberazione per atto di clemenza del duce. Merisio, pertanto, il 12.7.1934 a Caravaggio viene sottoposto all’ammonizione dal vice-commissario di Ps Renato Cutrera. La durata effettiva dell’ammonizione è prevista fino al 24.9.1934, quando avrebbe dovuto terminare la primitiva condanna al confino. Tuttavia, già il 17.7.1934 dal Ministero dell’Interno giunge in Prefettura a Bergamo una nota che impone di non sottoporre Merisio all’ammonizione, essendo già stato del tutto prosciolto per atto di clemenza del duce. Nel 1935 chiede di nuovo di iscriversi al Pnf, ma viene sconsigliato per il precedente della condanna al confino. I Cc di Treviglio sono favorevoli alla sua radiazione dall’elenco dei sovversivi, ma la radiazione non viene concessa e lo stesso si verifica nel 1940. Era ancora vigilato nel 1942. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa, scattata il 2.1.1934 dagli organi di polizia in occasione della sua condanna al confino. Scheda biografica aperta il 30.12.1933. Cpc, b. 3241, 1923-1942, scheda biografica. (G. Mangini)
Familiari
Merisio Angelo Gabriele

(padre)

Nato nel 1865, contadino.

Ceruti Maria

(madre)

Nata nel 1870, contadina.

Franzosi Maria

(moglie)

Nata nel 1898.

Merisio Maddalena

(figlia)

Nata nel 1924.

Merisio Giacomina

(figlia)

Nata nel 1928.

Merisio Stefana

(sorella)

Nata a Caravaggio l’8.9.1889.

Merisio Stefano Giovanni

(fratello)

Nato a Caravaggio il 10.4.1891.

Merisio Pietro Angelo

(fratello)

Nato a Caravaggio il 15.9.1893.

Merisio Angelo Fermo

(fratello)

Nato a Caravaggio il 29.4.1900.

Luoghi di residenza

Caravaggio

Lombardia

Italia

Fatti notevoli

1915

– 1918

Fante nella prima guerra mondiale

1933/10/24

– 1933/10/24

La sera del 24.10.1933 entra ubriaco in un locale pubblico diCaravaggio dove alcuni contadini locali stanno cantando inni fascisti e lui si mette a cantare ‘Bandiera rossa’.

Sanzioni subite
arresto

(1933/09/25 – )

confino politico

(1934/01/02 – 1934)

Confinato a Gasperina (Catanzaro) nel gennaio 1934 e liberato nel marzo dello stesso anno.

Vigilato

(1934 – 1942)

Relaz. con altri soggetti
Ladini Assunto

(fascista)

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata

Fotografia in duplice posa scattata dagli organi di polizia

Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

3241,

Fascicolo

Riferimenti bibliografici
Antifascisti Cpc 1998, vol. 12

riferimento p. 342

Pubblicato in 1931-1940, Ammenda, Ammonizione, Anagrafe sovversivi, Arresto, Busta 71, Caravaggio (Bg), Carcere, Condanna, contadino, Esclusione dallo schedario: no, Foto, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, Manifestazioni, Perquisizione, Sequestro, socialista.