Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 12.11.1867), n. il 16.8.1900 a Bergamo, dove risiede in via San Bernardino 37, meccanico automobilista, ha due fratelli. Tenta più volte di espatriare in Francia, quando gli riesce cerca di arruolarsi nella Legione Straniera ma non viene accettato perché gli mancano i denti. Gli viene però offerto di fare la spia per la Francia, procurando informazioni sulla composizione e la dislocazione delle risorse militari ed economiche dell’esercito italiano, in particolare per quanto riguarda Torino, Milano, Alessandria, Vercelli, Ivrea, Châtillon. Mazzoleni accetta il compenso e torna in Italia, ma denuncia tutto alla polizia. Nel verbale del suo interrogatorio del 24.8.1933 nei locali dell’Ufficio Politico della Questura di Torino, conservato nel fascicolo, riferisce che “avrei dovuto recarmi in Italia presso i singoli reparti automobilistici ed assumere precise informazioni sugli effettivi degli ufficiali e sottufficiali e truppa e sul quantitativo di materiale esistente presso i reparti. Assumere inoltre precise informazioni sugli eventuali distaccamenti e sul materiale ivi esistente (motori, automobili, tanks), precisando le fabbriche che fornivano detto materiale e con l’indicazione precisa del quantitativo suddiviso per ogni singola fabbrica. Avrei anche dovuto fotografare specialmente i tanks e quel tipo di camion, che trovavasi in maggior numero presso i reparti da me ispezionati. I reparti automobilistici avrebbero dovuto essere quelli di Torino, Alessandria e Milano. Avrei dovuto inoltre procurare una pianta della città di Milano vista dall’alto, segnando la precisa ubicazione dei punti in cui si trovano gli acquedotti, la Centrale Elettrica, gli stabilimenti più importanti e la stazione ferroviaria. Avrei dovuto segnalare anche il numero degli operai addetti agli stabilimenti di seta artificiale ‘Châtillon’ siti in Vercelli, Ivrea e Châtillon, precisando se ivi vengono fabbricate maschere contro i gas asfissianti, ed il quantitativo di acidi esistenti presso gli stabilimenti predetti, nonché il luogo di provenienza degli acidi stessi”. Il 12.11.1933 il Ministero dell’Interno scrive al prefetto di Bergamo e al SIM – Servizio Informazioni Militare del Ministero della Guerra, sorto il 15.10.1925, chiedendo che a Mazzoleni venga ritirato in via definitiva il passaporto. Nel 1934 viene incarcerato per furti, prima a Castelfranco, poi presso la Colonia agricola di Pianosa, in seguito nel carcere di Portoferraio, da dove viene liberato il 30.1.1935. Rientra a Bergamo presso la madre in piazza Pontida 7. Poco tempo dopo subisce un’ulteriore condanna per furto a un anno e 6 mesi di carcere, da dove esce il 6.6.1939. Nello stesso anno risiede a Bergamo in via Palma il Vecchio 10 e lavora come venditore ambulante. Il 5.9.1940 viene ammonito dalla Commissione Provinciale di Bergamo per reati comuni (furti). Dal 25.9.1940 lavora come fabbro presso lo stabilimento ausiliario delle Officine Metallurgiche Bergamasche di via Serassi 14. (G. Mangini)