Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Tavernola Bergamasca (Bg) il 3.3.1909, barcaiolo, operaio, minatore, antifascista, ha una sorella e due fratelli che vivono a Tavernola, mentre lui vive a Pian di Borno, frazione di Piancogno (Bs). Sposato con Maria Armanni (n. 1907), nel 1935 ha due figli (nati nel 1934 e nel 1935). Ha svolto il servizio militare in Marina sulla nave Tritone con sede portuale a Pola. Congedato con il grado di cannoniere, è iscritto alla Capitaneria di Porto di Venezia con il n° 78726 di matricola. Il 22.10.1936 la Commissione Provinciale di Torino lo condanna al confino politico per un anno a Venafro (Cb) perché la sera del 13.9.1936 a Oulx, completamente ubriaco, resiste ai Cc di Bardonecchia intervenuti e grida contro i compagni di lavoro della ditta Zolla, incaricata di effettuare lavori militari su una mulattiera di confine, e contro Mussolini: “la voglio far pagare cara a questi morti di fame. Quel morto di fame di Mussolini non è qui per vedere cosa fanno questi morti di fame”. Il 26.10.1936 la madre di Martinelli si rivolge al questore di Bergamo scrivendo da Tavernola una lettera autografa, conservata nel fascicolo, in cui chiede di sapere per quale ragione il figlio sia stato condannato. Il 9.2.1937 Martinelli presenta istanza per ottenere una licenza di alcuni giorni e recarsi presso la famiglia, che si trova in difficili condizioni economiche, ma il 9.3.1937 il capitano dei Cc di Bergamo, Luigi Mapelli, dopo aver fatto svolgere una breve inchiesta sulle condizioni di salute dei figli di Martinelli e su quelle economiche della sua famiglia sua e di quella moglie, nega il permesso richiesto. Tuttavia, pochi giorni dopo, nonostante il diniego, il 16.3.1937 viene liberato lo stesso dal confino in seguito alla nascita del principe Vittorio Emanuele. Nelle settimane successive si trasferisce a Cogne (Ao) dove trova lavoro nell’ambito minerario. Nel 1939 lavora come operaio alle dipendenze della Società Miniere di Lavanchetto (Novara, oggi Verbano-Cusio-Ossola). Cpc, b. 3097, 1936-1940. ACS, Confino di polizia, b. 632, fasc. 9599. (G. Mangini)