Martinelli Carlo

Martinelli Carlo Francesco

Busta
69
Fascicolo
2061
Primo estremo
1936
Secondo estremo
1940
Cognome
Martinelli
Nome
Carlo
Altri nomi

Francesco

Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1909/03/03
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

barcaiolo


operaio


minatore

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Tavernola Bergamasca (Bg) il 3.3.1909, barcaiolo, operaio, minatore, antifascista, ha una sorella e due fratelli che vivono a Tavernola, mentre lui vive a Pian di Borno, frazione di Piancogno (Bs). Sposato con Maria Armanni (n. 1907), nel 1935 ha due figli (nati nel 1934 e nel 1935). Ha svolto il servizio militare in Marina sulla nave Tritone con sede portuale a Pola. Congedato con il grado di cannoniere, è iscritto alla Capitaneria di Porto di Venezia con il n° 78726 di matricola. Il 22.10.1936 la Commissione Provinciale di Torino lo condanna al confino politico per un anno a Venafro (Cb) perché la sera del 13.9.1936 a Oulx, completamente ubriaco, resiste ai Cc di Bardonecchia intervenuti e grida contro i compagni di lavoro della ditta Zolla, incaricata di effettuare lavori militari su una mulattiera di confine, e contro Mussolini: “la voglio far pagare cara a questi morti di fame. Quel morto di fame di Mussolini non è qui per vedere cosa fanno questi morti di fame”. Il 26.10.1936 la madre di Martinelli si rivolge al questore di Bergamo scrivendo da Tavernola una lettera autografa, conservata nel fascicolo, in cui chiede di sapere per quale ragione il figlio sia stato condannato. Il 9.2.1937 Martinelli presenta istanza per ottenere una licenza di alcuni giorni e recarsi presso la famiglia, che si trova in difficili condizioni economiche, ma il 9.3.1937 il capitano dei Cc di Bergamo, Luigi Mapelli, dopo aver fatto svolgere una breve inchiesta sulle condizioni di salute dei figli di Martinelli e su quelle economiche della sua famiglia sua e di quella moglie, nega il permesso richiesto. Tuttavia, pochi giorni dopo, nonostante il diniego, il 16.3.1937 viene liberato lo stesso dal confino in seguito alla nascita del principe Vittorio Emanuele. Nelle settimane successive si trasferisce a Cogne (Ao) dove trova lavoro nell’ambito minerario. Nel 1939 lavora come operaio alle dipendenze della Società Miniere di Lavanchetto (Novara, oggi Verbano-Cusio-Ossola). Cpc, b. 3097, 1936-1940. ACS, Confino di polizia, b. 632, fasc. 9599. (G. Mangini)
Familiari
Martinelli Battista

(padre)

Sorosina Giacomina

(madre)

Armanni Maria

(moglie)

Luoghi di residenza

Pian di Borno – Piancogno

Lombardia

Italia


Venafro

Molise

Italia

(settembre 1936 – marzo 1937)


Cogne

Valle d’Aosta

Italia

(1937 – )

Fatti notevoli

1936/09/13

– 1937/03

Il 13.9.1936 grida in pubblico, da ubriaco: ‘Quel morto di fame di Mussolini non è qui a vedere questi altri morti di fame della milizia’.

Sanzioni subite
arresto

(1936/09/13 – )

confino politico

(1936/10/22 – 1937/03/16)

Confinato politico a Venafro (Campobasso) per un anno, liberato in seguito alla nascita del principe Vittorio Emanuele.

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

3097,

Fascicolo

(ACS, C) Archivio centrale dello Stato (Roma), Confino politico

Busta

632,

Fascicolo

9599

Riferimenti bibliografici
Antifascisti Cpc 1998, vol. 12

riferimento p. 148

Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, antifascista, Arresto, barcaiolo operaio minatore, Busta 69, Condanna, Confino politico, Esclusione dallo schedario: no, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, Tavernola (Bg).