Marchesi Federico
operaio
Ceserani Rosanno, Guardia G.
Lussana Pietro
Elia Umberto”.
I tre firmatari della denuncia non si limitano però ad informare la Questura di Bergamo, ma si rivolgono anche al ‘Commissariato Generale per le Fabbricazioni di Guerra – IIa Delegazione Interprovinciale (Ufficio della 2a Zona Osservatori Industriali’) di via Carlo Alberto 9 a Milano che, non sapendo che nel frattempo la Questura di Bergamo è già a conoscenza del fatto, il 26.4.1939, a firma del colonnello capo delegazione Ing. Alessandro Giannelli, si rivolge a sua volta alla Questura di Bergamo, informando sulla vicenda di Marchesi: “Informo di quanto sopra, con preghiera di voler praticare accertamenti al riguardo e comunicare l’esito. Gradirò nel contempo di conoscere, coi precedenti politici e penali dell’operaio, il parere di cotesta R. Questura sull’opportunità o meno del suo licenziamento”.
La Questura di Bergamo, tuttavia, in virtù della denuncia dei colleghi di lavoro ha già provveduto agli accertamenti richiesti dal Commissariato Generale per le fabbricazioni di Guerra, interrogando i testimoni e lo stesso Marchesi. Questi ammette di aver detto che si rifiutava di partecipare al corteo fascista perché, come scrive il 2.5.1939 il questore di Bergamo al Commissariato generale di Milano nel rapporto conclusivo della breve inchiesta, “un po’ esasperato per la pochezza del salario settimanale percepito e perché indispettito per il tono imperativo del Ceserani. Nel mattino del 21 però egli si presentò puntualmente alle ore 8 allo stabilimento per prendere parte al corteo, ma ne fu impedito dai dirigenti che gli ordinarono di trattenersi in portineria. Oltre al rifiuto di partecipare al corteo, si addebita al Marchesi la frase: “Io sono sempre stato coi francesi” – come se volesse con essa implicitamente affermare la sua ostilità al Regime Fascista. Egli ha dichiarato di non ricordarsi di aver profferito tali parole e ha aggiunto che, se anche nella eccitazione della discussione le avesse pronunziate, non intendeva dar loro un cattivo significato. Dato il modo prepotente del Ceserani, volle osservare a costui che non ne subiva le imposizioni, perché abituato in Francia a fare la propria volontà”. In considerazione del comportamento corretto sempre tenuto da Marchesi e del fatto di essere rientrato dalla Francia per non subire il ricatto della continuità dl lavoro a condizione di attribuire ai suoi figli la cittadinanza francese, il questore conclude che “non ci sia motivo di licenziamento”, informando infine che Marchesi è stato diffidato alla fine di aprile 1939. Il 16.2.1941 i Cc di Seriate, su richiesta del 4.2.1941 della Questura, esprimono parere favorevole alla radiazione di Marchesi dallo schedario dei sovversivi perché “in questi ultimi tempi ha sempre mantenuto buona condotta ed in linea politica non ha dato adito a rilievi. Non è inscritto al Pnf. Si dimostra ossequiente con le autorità locali per cui si presume siasi ravveduto”. Marchesi tuttavia non viene radiato. Analoga situazione si verifica l’anno dopo: il 28.5.1942 la Questura richiede un parere e i Cc di Seriate il 4.6.1942 rispondono che Marchesi “nell’ambiente fascista del luogo è tenuto d’occhio. Non è socievole, di carattere chiuso. Non si reputa opportuno addivenire alla sua radiazione dal novero dei sovversivi”. (G. Mangini)
(padre)
Nato nel 1860, contadino.
(madre)
(fratello)
Nato a Scanzo il 6.12.1884.
(fratello)
Nato a Scanzo il 24.11.1887.
(fratello)
Nato a Scanzo il 19.5.1889.
(sorella)
Nata a Scanzo il 12.10.1890.
(fratello)
Nato a Scanzo il 19.6.1895.
Scanzorosciate
Lombardia
Italia
via Maggiore 4
Francia
( – 1935)
Scanzorosciate
Lombardia
Italia
via Maggiore 4
(1935 – )
1939
– 1939
Nell’aprile 1939 si rifiuta di partecipare al corteo per l’anniversario del Natale di Roma, perciò viene diffidato;
(1939 – 1939)
Diffidato nel 1939
(fascista)
(fascista)
(fascista)