Marcelli Rocco




minatore
tecnico minerario
‘Io lo tengo lei Signor Carlo… non solo perché era Tutore ma perché era creatore, ma la creatrice non era più addatta per la signoria sua e allora lavete lasciato a bon prezo per aciustare la signora Mazari Cina, natoralmente meglio la filia di un dotore che una misera contadina, bensì che anche mia madre è responsabile della sua coscienza (..) ora credo che dovrà arosire nel pensare come avete aagito a mio riguardo si ricorda quando mia ritirato in casa sua per farne di uno schiava recegnato un umille servo vostro? senza salario percotato senza pietà? Privo di tute le sodrifazioni anche delle più ellementari per un fanciulo la scuola liberla fanciulesche ecc. tratato proprio come figlio di nesuno quante volte la vostra signora perché sterile nevrastenia non potendo aver figli, si scaliava sundime come bestia ferocie per delle picole monelate che avese comeso mi percoteva a sangue e mi faceva trasportare nel solaio per i suoi schiavi servitori? à si là lanquevo e in vocava la madre mia onde dicevate che era morta (..)”.
Nel 1931 Marcelli si trasferisce in URSS. A questo proposito c’è una nota della Questura di Milano del 15.5.1931 indirizzata alla Questura di Bergamo: “Sciogliendo la riserva contenuta nella mia nota pari numero del 5.3. u.s. riflettente la reperibilità dell’anarchico Marcelli Rocco di ignoti, comunico a V.S. Ill.ma che è stato interpellato in merito il sig. Zanchi Carlo abitante in questa via Brera 16 il quale ha dichiarato che non è più in corrispondenza epistolare col suaccennato Marcelli del quale da oltre 20 anni non si è più interessato. Si vuole che circa un anno fa il Marcelli abbia scritto una lettera allo Zanchi con l’indirizzo del Comune di Stezzano (Bergamo), lettera sequestrata dai Carabinieri del luogo, dai quali lo Zanchi venne di ciò informato. Detta lettera sarebbe pervenuta dalla Russia”. In realtà, come già detto, la lettera è scritta da Berlino il 23.10.1930 e inneggia al comunismo. Solo nel 1932 da parte del consolato italiano di Karkov viene segnalata la presenza di Marcelli in URSS, a Nuova Gorlovka, dove lavora come tecnico nei pozzi minerari e dove usa la qualifica di ingegnere pur senza esserlo. Nell’agosto 1932 l’ambasciata italiana a Mosca riferisce al Ministero degli Interni di non avere tracce di Marcelli. Il 30.11.1932 il Cpc scrive al prefetto di Bergamo trasmettendo una nota informativa dell’ufficio consolare di Karkov, secondo la quale Marcelli risiede a Gorlovka, dove è addetto ai pozzi 8, 8/a e 9 delle miniere di Nuova Gorlovka e dove la qualifica di ingegnere gli è stata attribuita per la sua abilità professionale, acquisita in Belgio e nella Ruhr, e ‘sarebbe figlio di un ricco industriale di Bergamo, defunto. Sembra che giovanissimo egli sia fuggito dalla casa paterna perché maltrattato dalla matrigna. É sposato ed ha con sé un figlio di circa 17 anni, studente a Kharkov. Porta sempre il distintivo del MOPR (soccorso rosso) ma non sembra esplichi alcuna attività politica, né di propaganda. Al contrario comincia ad accarezzare il progetto di potere un giorno rientrare in Italia. Il Marcelli guadagna attualmente, oltra ad uno stipendio in rubli, 1000 lire, metà delle quali a mezzo della Rappresentanza Commerciale vengono consegnate a sua sorella, che ha il marito disoccupato. Si tratterebbe di un ingegnere che, a detta del Marcelli, avrebbe perduto il lavoro perché si sarebbe rifiutato di iscriversi al P.N.F.! (..) La sorella del Marcelli abiterebbe presso il fiume Adda’. Sulla base di tale segnalazione i Cc di Bergamo conducono un’inchiesta presso l’ufficio anagrafe di Adrara S. Rocco per identificare la presunta sorella di Marcelli citata nel documento precedente, ma il 17.12.1932 informano la questura che non risulta affatto avere una sorella. Nel marzo 1933 risiede ancora a Gorlovka (Ucraina), lavora sempre come tecnico nelle miniere di Nuova Gorlovka, nel Kuzbass, in seguito è a Mosca e a Char’kov. Nel corso degli anni Trenta viene arrestato e sconta la sua pena a Vladivostock. É sposato con una donna di nome Luisa, sulla quale però le indicazioni sono contraddittorie. Infatti, da un lato risulterebbe nata a Valtournanche (Val d’Aosta) e risiederebbe a Gork’ij, occupata presso la fabbrica di automobili ‘M-I’ e nel corso del 1939 arrestata con l’accusa di spionaggio, ma nel marzo 1940 risulta ragazza, risulta nata a Parigi nel 1894. Funzionaria del PCd’I, viene inviata dal partito in URSS, a Mosca, dove lavora in una fabbrica di bambole e alloggia all’albergo Majak. Nel 1935 è inviata a Gor’kij dove lavora nella fabbrica di auto Molotov. A Gork’ij viene arrestata nel 1938 con l’accusa di spionaggio in base all’art. 58-10 “1”, rimane in prigione 1 anno, 6 mesi e 15 giorni, dopo la sua liberazione rientra nella fabbrica di automobili a Gor’kij, e dopo la fine della guerra raggiunge il figlio Giuseppe a Frunze, in Kirgizistan. Non è da escludere che il figlio di Marcelli, Giuseppe, che risulta essersi imbarcato su una nave da guerra sovietica nel 1928 e in questo modo giunto in URSS, abbia scelto questa via per raggiungere la madre, inviatavi dal Partito Comunista, e che quindi anche lo stesso Rocco Marcelli, una volta raggiunta Berlino nel 1930, abbia poi, per questa strada, raggiunto a sua volta l’URSS per ricongiungersi ai suoi. Riguardo a Giuseppe Marcelli, un informatore del Consolato italiano di Odessa nel settembre 1936 riferisce che questi era a Leningrado sino al 1934, incorporato nell’esercito sovietico come ufficiale, e quand’era a Seraing (Belgio) con il padre, nel biennio 1929-1930, si faceva chiamare Marcel. Nel 1932 sarebbe stato studente a Char’kov. Dato che il figlio che Marcelli ha avuto dalla prima moglie a Lanzo Torinese si chiama Carlo, Giuseppe potrebbe essere il figlio che Marcelli ha avuto da Luisa. Il 7.2.1935, poi anche il 30.8.1935, mentre Marcelli probabilmente è già in carcere in URSS, o forse fucilato, il Ministero dell’Interno – Direzione Generale della Pubblica Sicurezza – Divisione Affari Generali e Riservati, ad alcune Prefettura tra le quali quella di Bergamo spedisce due note per la ricerca di alcuni antifascisti: ‘Rossi’, identificato in Guglielmo Sandonnini, di Empoli, insieme ad altri due nominativi non ben definiti, e Rocco Marcelli, del quale si dice che risiede a Livaia, un sobborgo di Yalta, in Crimea, e che “si vanta di aver organizzato in Bruxelles un attentato in cui due fratelli fascisti furono uno ucciso e l’altro ferito. Però l’autore materiale del delitto sarebbe stato un comunista fiorentino, certo Regini. Quest’ultimo è verosimilmente da identificarsi in Regini Aurelio di Serafino, nato nel 1903 ad Empoli, il quale assieme ad altri due il 25.12.1929 aggredì a Ougrée (Liegi) i fratelli Poloni Ferruccio, che rimase ucciso, e Luigi, che fu ferito”. Regini, nato a Empoli il 24.12.1904 e rifugiato in Urss, è condannato a morte in contumacia. Muore in Urss nel 1939. Nella stessa nota vengono segnalati anche i nominativi di Carlo o Cesare Rossi, alias Cesare Roveri, di San Remo, che vive a Samtredi sotto il nome di Cesare Roveri con la moglie Bianca o Serafina Bianchi lavorando come falegname, e un Burlando, di Savona e residente a Poti. In seguito alla segnalazione, per Marcelli il Ministero dell’Interno chiede di aggiungere all’iscrizione in RF (n° 2834 del 1929, comunista pericoloso da arrestare), anche quella in BR. Il 16.2.1937 il Cpc scrive al prefetto di Bergamo: “Con riferimento a precorsa corrispondenza si comunica all’E.V. che, secondo quanto ha riferito il R° Consolato Generale ad Odessa il Marcelli Rocco risiede attualmente a Stanzia Nievinominskaia, Kutar Nadsornij (Cuban, Caucaso del Nord) ed è capo di una zona dove si stanno eseguendo i lavori di costruzione della centrale idroelettrica chiamata ‘Stavropolstroi’. Sarebbe stato confermato che il Marcelli, abbandonata la prima moglie – un’italiana residente probabilmente a Gorki – ora convive con una sovietica. Il figlio che si trova a Leningrado incorporato nell’esercito rosso e che studia (frequenta forse l’accademia militare), a detta del T.V., si farebbe chiamare col nome francese di George”. Il 7.3.1938 il Consolato generale di Odessa informa il Cpc, e questo il prefetto di Bergamo il 6.5.1938, che “da notizie avute da Tiflis risulterebbe che il Marcelli Rocco di Carlo, minatore, sarebbe occupato in opere di irrigazione nel Kuter di Nadzorskaja (Caucaso del nord)”. In seguito alla riorganizzazione del BR, il 27.11.1946 la Questura di Bergamo segnala la revoca della ricerca di Marcelli in seguito alla Circolare Ministeriale n. 1/340 del 23.8.1945. Cpc, b. 3020, 1923-1943, scheda biografica. Un fascicolo a suo nome è conservato in ACS, fondo ‘Polizia Politica’, b. 775, f. 45. (G. Mangini)
(madre)
Maria Martinelli (di Bortolo) il giorno stesso della nascita del figlio lo deposita al brefotrofio di Bergamo, in seguito sposa Francesco Pezzotta di Trescore Balneario dal quale ha 7 figli (Giuseppina, 1894; Giuditta, 1898; Martina, 1900; Maria, 1902; Carolina, 1906; Francesca, 1913; Antonio, 1917), nessuno dei quali conosce il fratellastro.
(moglie)
Sposata a Lanzo Torinese l’8 aprile 1917, dalla quale ha 3 figli: Carlo, n. Lanzo Torinese il 13.8.1918, dove risiede in via S.Giovanni Bosco 49, meccanico presso l’officina Savant, nell’ottobre 1936 celibe, unico figlio maschio di Marcelli e mai stato all’estero; Maddalena, n. 1920, e Maria, n. 1923.
(figlio)
N. a Lanzo Torinese il 13.8.1918, dove risiede in via S.Giovanni Bosco 49, meccanico presso l’officina Savant, nell’ottobre 1936 risulta celibe e mai stato all’estero.
(figlia)
N. a Lanzo Torinese nel 1920
(figlia)
N. a Lanzo Torinese nel 1923
(seconda moglie)
Su questa Luisa le fonti in parte coincidono e in parte si contraddicono. Secondo le informazioni di polizia, Luisa sarebbe nata a Valtournanche (Ao) e risiederebbe a Gorki, occupata presso la fabbrica di automobili ‘M-I’: nel 1939 viene arrestata in Russia perché accusata di spionaggio, liberata nel marzo 1940 e tornata a Gorki. Secondo altre fonti, Luisa è figlia di un Ferdinando, nata a Parigi nel 1894, funzionaria del PCd’I e inviata dal partito in URSS. A Mosca lavora in una fabbrica di bambole e alloggia all’albergo Majak. Nel 1935 è a Gor’kij dove lavora nella fabbrica di auto Molotov. A Gork’ij viene arrestata nel 1938 con l’accusa di spionaggio in base all’art. 58-10 “1”, rimane in prigione 1 anno, 6 mesi e 15 giorni, dopo la sua liberazione rientra nella fabbrica di automobili a Gor’kij, e dopo la fine della guerra raggiunge il figlio Giuseppe a Frunze, in Kirgizistan.
(figlio)
Dalle fonti emerge l’esistenza di un figlio di Rocco Marcelli e della seconda moglie, Luisa, di nome Giuseppe, il quale sarebbe stato incorporato a Leningrado nell’esercito sovietico, frequentando forse l’accademia militare e pare si faccia chiamare col nome francese di George. In seguito si sarebbe trasferito a Frunze, in Kirgizistan.
Lallio
Lombardia
Italia
Lanzo Torinese
Piemonte
Italia
(1917 – 1922)
Austria
(1922 – )
Guesnain
Alta Francia
Francia
(1922 – )
Seraing
Vallonia
Belgio
(1923 – 1930)
Lussemburgo
(1930 – 1930)
Berlino
Germania
(1930 – )
Gorlovka
Ucraina
Urss
(1931 – )
1915/09/20
Il 20.9.1915 si reca in Austria e quindi è renitente alla leva
Nel 1917 si trasferisce a Lanzo Torinese, dove il 8.4.1917 si sposa con Teresa De Saris o De Facis o De Pedis (fu Giovanni), da cui ha 3 figli.
1922/11/07
Il 7.11.1922 tiene un discorso rivoluzionario ai minatori a Guesnain (nei pressi di Douai, nella Francia del nord).
1922/12/31
Il 31.12.1922 in una riunione comunista a Guesnain predice il possesso delle industrie e delle miniere da parte degli operai.
marzo 1923
Nel marzo 1923 in una riunione a Guesnain dichiara di essere col cuore con i comunisti francesi, attendendo il giorno in cui traverseranno insieme le Alpi con la bandiera rossa.
1923/05/01
Il 1° maggio 1923 a Dirignies, sobborgo di Douai, tiene un discorso rivoluzionario.
In Francia viene gravemente ferito in un incidente minerario, in seguito al quale diviene inabile al lavoro manuale e può sopravvivere grazie alla solidarietà dei compagni di lavoro e delle organizzazioni sindacali. In seguito a ciò, ripresosi in circa tre anni dall’incidente, si occuperà della gestione tecnica del lavoro minerario.
1923/05/23
Il 23.5.1923 viene espulso dalla Francia per propaganda comunista, ripara in Belgio, a Liegi, dove viene tenuto sotto vigilanza dalla polizia locale, che compila periodici rapporti su di lui, inviandoli alla Direzione Generale di PS a Bruxelles.
1929/06/23
Il 23.6.1929 indice a Herstal (Belgio) una riunione per costituire una lega antifascista in quella località.
1930/04/06
– 1930/04/08
Il 8.4.1930 viene espulso anche dal Belgio e accompagnato alla frontiera con il Lussemburgo per la sua attività sovversiva, avendo preso parte insieme ad altri all’aggressione degli ex-combattenti italiani di Verviers il 6.4.1930.
1930
– 1930
Il 23.10.1930 da Berlino scrive una lettera a Carlo Zanchi, bergamasco con proprietà fondiarie a Lallio ma residente a Milano in via Brera 16, genitore adottivo e suo tutore. Zanchi consegna la lettera ai Carabinieri e questi, per conoscenza, al Prefetto di Bergamo e da qui al Ministero degli Interni, che chiede all’ambasciata italiana a Berlino di cercare tracce di Marcelli, senza esito.
1931
Si trasferisce in URSS nel 1931
1932
Nel 1932 viene segnalata da parte del consolato italiano di Karkov la presenza di M. in URSS, a Nuova Gorlovka, dove lavora nei pozzi minerari e dove usa la qualifica di ingegnere, senza esserlo.
Nel corso degli anni Trenta viene arrestato e sconta la sua pena a Vladivostock.
(1907/11/08 – 1908)
L’8.11.1907, a 14 anni, viene condannato per furto di 80 lire dal Tribunale di Bergamo a mesi 10 e giorni 25 di reclusione da scontarsi in casa di correzione.
(1919/03/08 – )
L’8.3.1919 la Corte d’Appello di Torino condanna M. a un mese e 5 giorni per furto, pena poi condonata
Trascrizione dattiloscritta dai Cc di Stezzano della lettera scritta il 23.10.1930 da Berlino di Marcelli a Carlo Zanchi
Due fotografie, una sua e una con Alessandrina Iarcoz o Farcoz, sua amante, probabilmente del 1929, durante il soggiorno in Belgio.
Busta
3020,
Fascicolo
Busta
775,
Fascicolo
45