Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Romano di Lombardia (Bg) il 19.5.1881, corriere, comunista. Il 23.5.1926 la Sotto-prefettura di Treviglio informa la Prefettura di Bergamo che Longo è stato iscritto al Pci, è ritenuto pericoloso perché capace di svolgere propaganda, anche se dopo l’avvento del fascismo si è appartato dalla vita politica. Viene tuttavia sospettato di avere ancora idee comuniste, pertanto a Romano di Lombardia, dove risiede, viene mantenuta la sorveglianza nei suoi confronti anche in considerazione del suo lavoro, che lo porta a contatto con numerose persone. Il 3.6.1926 la stessa nota informativa viene spedita dalla Sotto-prefettura di Treviglio alla Questura di Milano, dove Longo lavora. Il 18.6.1926 la Questura di Milano informa la Sotto-prefettura di Treviglio che Longo è sotto sorveglianza da 5 anni anche a Milano, dove lavora presso l’agenzia dei fratelli Nicchi in via Panfilo Castaldi 6, benché non abbia dato luogo a rilievi di nessun genere. Il 26.11.1926 i Cc di Romano di Lombardia informano la Sotto-prefettura di Treviglio di avere effettuato una perquisizione nell’abitazione di Longo, con esito negativo, aggiungendo inoltre che non frequenta i pochi sovversivi del luogo e, forse perché ‘ravveduto’ politicamente, ‘avvicina continuamente i dirigenti e i gregari del partito nazionale fascista del luogo’. I risultati della sorveglianza confermano che non esercita alcuna azione politica, neppure occulta, e si ritiene “che non si presti più a fare commissioni relative a comunicazioni di ordini per conto di organizzazioni antifasciste”, pertanto non è più ritenuto un elemento pericoloso. Il 31.3.1928 i Cc di Romano di Lombardia forniscono alla Questura di Bergamo i suoi connotati: altezza 1.65, robusto, capelli castani, fronte alta, occhi castani scuri, baffi neri all’americana, barba rasa, viso ovale, colorito bruno, naso grosso, bocca regolare, gambe arcuate. Nell’ottobre 1928 fa richiesta di un abbonamento ferroviario tra Romano di Lombardia e Milano. L’esito della domanda è demandato agli organi centrali dello Stato, sulla base di informazioni morali e politiche e sulla valutazione nel merito per il rilascio o meno dell’abbonamento, che viene concesso. Qualche anno dopo, per la mancanza di segnalazioni, il 27.7.1933 la Questura di Bergamo chiede informazioni su di lui per valutare l’opportunità o meno della sua radiazione dallo schedario dei sovversivi. Rispondendo alla richiesta, la Questura di Milano il 31.8.1933 scrive che Longo non ha dato luogo a rilievi per la sua condotta, ma “non avendo però dato prove di sicuro ravvedimento politico si ritiene non sia opportuno radiarlo dallo schedario dei sovversivi”. La Questura di Bergamo periodicamente chiede informazioni, come il 15.11.1934, e quella di Milano risponde il 15.12.1934: Longo non è iscritto al Pnf, risiede a Romano di Lombardia, si reca a Milano per lavoro, la sua famiglia versa in condizioni ‘alquanto misere’. Radiato nel 1935. (G. Mangini, R. Vittori)