Lazzarini Francesco


operaio
“Sia da parte di quest’Ufficio, sia da parte dell’Arma di Treviglio sono state eseguite le indagini relative ma con esito negativo per ciò che riguarda sequestro di stampe sovversive ed altro materiale comprovante l’organizzazione delittuosa, poiché la massima parte dell’attività antinazionale veniva a trovare la sua prima attuazione, non già nelle sedi di domicilio dei singoli individui nominati cellule dal Bonomi, ma sul treno operaio, durante il percorso da Treviglio a Milano e viceversa, sul quale il Bonomi e tutti gli altri viaggiavano ogni giorno per recarsi la mattina al lavoro e per ritornare la sera a casa. In tali circostanze di tempo e luogo il Bonomi trovava agevole l’esplicazione della propria attività sovversiva in quanto trovandosi insieme ai propri compagni di lavoro e li poteva avvicinare quelli che riteneva più prossimi o comunque più proclivi ai propri principi politici (..) il Bonomi Giovanni ebbe in un primo tempo rapporti diretti a Milano coi comunisti Biscuola Giuseppe e Mantovani Gerolamo (arrestati poscia con molti altri dalla Questura di Milano), i quali gli affidarono l’incarico di intensificare la propaganda comunista fra gli operai dello stabilimento Pirelli residenti in Treviglio e comuni viciniori”.
Bonomi viene condannato a 3 anni 2 mesi di reclusione, Lazzarini e De Ponti a un anno e Fontana assolto per non provata reità. Il 4.3.1932, dopo aver scontato la metà della sua pena, scrive una lettera a Mussolini in cui si dichiara pentito di quanto accaduto, rilevando di non aver saputo comprendere l’importanza delle sue stesse azioni e impegnandosi ad obbedire al regime, chiede la scarcerazione. Viene liberato alla fine di giugno 1932 e rimpatriato a Casirate d’Adda, dove viene sorvegliato. Dopo aver risieduto presso il fratello Giacomo a Bresso (Mi), dove dopo la liberazione dal carcere lavora come manovale presso la fabbrica di misure lineari ‘Collet’, nel 1937 risiede a Niguarda (Mi) in via Palanzoni 17. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa al momento dell’arresto e una giovanile. Cpc b. 2744, 1932-1941, scheda biografica. Due fascicoli a suo nome sono conservati in ACS, fondo ‘Tribunale Speciale’, il primo nella serie ‘Fascicoli processuali’, b. 330, f. 03270; il secondo nella serie ‘Esecuzioni’, b. 56, f. 1833. (G. Mangini)
(padre)
Nato nel 1855, contadino.
(madre)
Nata nel 1867.
(moglie)
Nata nel 1908.
(fratello)
Nato a Treviglio il 10.5.1898, lavora alla Pirelli di Milano.
(fratello)
Nato a Treviglio nel 1908, contadino.
(fratello)
Figlio naturale nato a Treviglio il 2.9.1886, inizialmente registrato con il nome di Romano Romanini e poi legittimato come Lazzarini, morto il 28.11.1886.
(fratello)
Nato a Treviglio il 2.5.1895.
Casirate d’Adda
Lombardia
Italia
( – 1932)
Bresso
Lombardia
Italia
(1932 – 1937)
Niguarda
Lombardia
Italia
via Palanzoni 17
(1937 – )
Fa parte della struttura territoriale comunista organizzata dall’operaio trevigliese Giovanni Bonomi e composta da operai degli stabilimenti Pirelli di Sesto S. Giovanni.
(1932/02/23 – 1932/06/30)
Condannato a un anno di carcere, pena poi ridotta. Liberato alla fine di giugno 1932.
(comunista)
ACS, Cpc, b. 644
(comunista)
ACS, Cpc, b. 3002
fotografie private
Busta
2744,
Fascicolo
Busta
Fascicoli processuali, 330,
Fascicolo
03270
Busta
Esecuzioni, 56,
Fascicolo
1833