Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Romano di Lombardia (Bg) il 28.1.1881, vedovo di Teresa Pierina Bergamaschi, sospetto comunista. Si sposa il 24.9.1911 a Niedergesteln (Canton Vallese, Svizzera) con Teresa Pierina Bergamaschi, dalla quale avrà 7 figli, nessuno dei quali iscritto alle organizzazioni giovanili fasciste. Nel 1939 risulta vedovo. Dal 1920 risiede con la famiglia in via C. Colombo 9 a Sesto San Giovanni (Mi). Il 28.12.1938 la Questura di Milano informa quella di Bergamo – la quale, a sua volta, l’8.1.1939 ne informa i Cc di Romano di Lombardia -, che Gritti “serbando regolare condotta morale e politica, risulta pregiudicato per reati contro il patrimonio, lesioni resistenza e violenza all’Arma e schiamazzi. Durante la sua permanenza nel Comune di nascita professò apertamente idee sovversive e si dubitava che fosse iscritto al partito comunista. Non era ritenuto pericoloso per l’ordine pubblico, però nel comune di origine è tuttora ricordato per il suo carattere violento e prepotente”. In una nota del 26.2.1939 della questura di Milano a quella di Bergamo si osserva che “il Gritti Giacomo, che è soltanto iscritto ai Sindacati Fascisti dell’Industria, non ha mai preso parte a manifestazioni del regime, tenendosi completamente appartato. Tenuto conto dei suoi pessimi precedenti e non avendo dato qui prove di ravvedimento politico, questo ufficio non ritiene opportuno che egli sia radiato dal novero dei sovversivi”. Nell’agosto 1939 vive a Milano in via Pisacane 35 presso Antonietta Picozzi, “senza dar luogo a rilievi di sorta”. (G. Mangini)