Profilo sintetico riassuntivo
Nato il 5.8.1907 a San Martino de’ Calvi, frazione di Lenna (Bg) il 5.8.1907, socialista, nel 1918 emigra in Francia a 11 anni, seguendo il padre che si trasferisce a Rians (dipartimento Var, regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra) come boscaiolo. Il 21.9.1933 il Ministero dell’Interno – Affari Generali Riservati scrive al prefetto di Bergamo che il Ministero degli Affari Esteri comunica che Bortolo Calvi (di Vittore), cugino di Giupponi, segnala che lo zio Carlo Giupponi, che ha un contratto di lavoro da bucheron (boscaiolo) con passaporto rilasciato dalla Questura di Bergamo, ha un figlio, Basilio (cugino di Calvi), che risiede a Quillan (dipartimento Aude, regione Occitania), dove è fiduciario del Psi per quella regione, frequenta ambienti sovversivi e si dedica alla propaganda e alla distribuzione del settimanale Libertà”, inoltre sarebbe in rapporti con il socialista Giovanni Faraboli. Calvi, che fa parte della Federazione Fascista di Bergamo, tessera n. 108.684, risiede a Carcassonne (dipartimento Aude, regione Occitania) con recapito Ufficio Emigrazione Italiana, rue 4 Septembre, 16 bis. Tutte le sue informazioni, tuttavia, si rivelano infondate. Calvi infatti ha con i suoi parenti Giupponi dei conflitti di interesse, nati dal fallimento di un parente e dalla errata convinzione che la colpa di tale fallimento sia dei due Giupponi, padre e figlio. Deriva da ciò l’accanimento di Calvi nei loro confronti, come spiegano i Cc di Zogno in una nota del 4.3.1934 alla Questura di Bergamo, in cui si aggiunge che le accuse di antifascismo sono infondate, anche in considerazione del lavoro di boscaiolo del cugino Giupponi, che lo porta ad essere sempre in montagna. Nel fascicolo è conservato anche il verbale di una dichiarazione firmata di Basilio Giupponi, domiciliato a Lenna ma residente ad Alet-les-Bains (dipartimento Aude, regione Occitania), rilasciata alla Questura di Bergamo il 15.12.1934: “Espatriai all’età di undici anni, seguendo mio padre, che si trasferì a Rians (Var) in Francia, per esercitare il mestiere di boscaiolo. Saltuariamente siamo rientrati in Italia, per poi far ritorno dopo una permanenza di qualche anno e, a volte, di qualche mese. In Francia ho dimorato nelle seguenti località: Saint Martin de Pallieres (Var), Souraigne La Pradelle Pulaurens, Cailla, Saint Hilaire (Aude), Saint Martin de Pallieres (Var), Bosquet d’Or (Herault), Alet-Les-Bains, Saint Martin Lys, Saint Louis et Parhon, Marsac, Roquefort de Sault (Aude). Mi recavo spesso a Quillan per far delle spese e per ricevere degli ordini dal mio padrone, Moresqui Primo, abitante in via Limoux, nativo di Lenna, fraz. di S. Martino dei Calvi, e residente da venti anni in Francia, ove, dopo aver ottenuto di trasformare il proprio cognome (Moreschi) secondo la grafia francese, ne ha acquistata anche la cittadinanza. Frequentavo a Quillan il ‘Café de la Gare’, ove non conoscevo che pochi italiani, fra i quali certi: Renzo Radaelli e Bosatra, originari, pare, di Monza, che lavorano nel cappellificio ‘Jean Bourel’. Sono abbonato al giornale ‘Il Corriere’ edito ad Agen, rue Grand orologe 53, settimanale delle Organizzazioni Cattoliche all’Estero, e non leggo che ‘Il Corriere della Sera’ e ‘La Gazzetta dello Sport’ che mi giungono dall’Italia all’indirizzo di: Alet-Les-Bains, chéz monsieur Vidale, Boulangerie (Aude). Non ho mai esplicato attività politica di sorta e debbo aggiungere che, vivendo sempre nei boschi, non ho, anche volendo, nemmeno la possibilità di occuparmene. Ho un cugino, Calvi Bortolo di Vittore, nato a Lenna, impiegato presso l’Ufficio Italiano di Emigrazione di Carcassonne (Aude) con il quale non sono in buoni rapporti per motivi di interesse. Letto, confermato e sottoscritto. Giupponi Basilio”. Nel febbraio 1943 risiede ancora in Francia, a Le Vivier par Sournia (dipartimento Pirenei Orientali, regione Occitania). Cpc, b. 2460, 1933-1943. (L. Citerio, R. Vittori)