Giudici Francesco Agostino

Agostino
minatore
manovale
“Giudici Francesco Agostino di Bortolo non ha in questi atti precedenti né pendenze penali. Medesimo trovasi Francia dal 1922 et ignorasi quindi sua condotta politica. Durante sua permanenza Gandino non esplicò alcuna attività politica. Rientrò dalla Francia 9 corrente probabilmente perché espulso da quella nazione et 21 scorso partì per costà per cercare lavoro e poscia espatriare. Venne eseguita perquisizione suo domicilio con esito negativo. Allego alla presente la tessera del soccorso rosso internazionale avvertendo che il Giudici è stato passato a disposizione dell’Autorità giudiziaria di San Remo, cui è stato denunziato pel reato di cui all’art. 285 n. 2 C.P. Mi riserbo di riferire ulteriormente”. Il 31.7.1928 i Cc di Gandino scrivono alla Questura di Bergamo che Giudici “è un povero idiota, affatto pericoloso in linea politica e non in grado di esplicare attività sovversiva”. Nell’aprile 1930 si reca in Francia, a Belfort, dove trova lavoro come minatore, ma la paga insufficiente e il peggioramento della sua salute determinato dalle dure condizioni di lavoro lo fanno rientrare nell’autunno del 1931. Si stabilisce a Gandino in via IV Novembre e lavora come manovale. Radiato il 31.8.1933. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia in doppia posa incollata sulla carta d’identità obbligatoria, con le impronte digitali. Cpc, b. 2451, 1928-1933. (L. Citerio, R. Vittori)
(padre)
(madre)
Gandino
Lombardia
Italia
(1895/09/13 – 1922)
Villefranche-sur-Mer
Provenza-Alpi-Costa Azzurra
Francia
(1922 – 1930)
Belfort
Franca Contea
Francia
(1930 – 1931)
Gandino
Lombardia
Italia
via IV Novembre
(1931 – )
1928/11/23
Il 23.11.1928 viene fermato sul treno Genova-Ventimiglia e, perquisito, trovato in possesso di passaporto scaduto e contraffatto, delle tessera del Soccorso Rosso Internazionale e di una medaglietta di commemorazione di Matteotti.
foto segnaletica polizia
(doppio scatto fotografico segnaletico)
foglietto dactiloscopico
Busta
2451,
Fascicolo