Ghirardi Gaetano Pietro, detto Gaeta
Pietro
detto Gaeta
operaio
esercente vendita a minuto di vino
1 darsi a stabile lavoro
2 non cambiare domicilio né allontanarsi dalla città senza il permesso della P.S.
3 rincasare la sera alle ore 21 e non uscire al mattino prima delle ore 6
4 non asportare né tenere armi proprie od altri strumenti atti ad offendere
5 non frequentare postriboli, né osterie od altri esercizi pubblici
6 non frequentare pubbliche riunioni spettacoli o trattenimenti pubblici
7 non associarsi a pregiudicati o ad elementi prevenuti in linea politica
8 tener buona condotta e non dar luogo a sospetti
9 astenersi da qualsiasi attività politica contraria alle attuali istituzioni
10 portare sempre la carta di permanenza ed esibirla ad ogni richiesta degli ufficiali ed Agenti di P.S.
11 senza giustificato motivo non accedere né trattenersi nelle sale delle udienze penali.
Dopo un periodo di circa due mesi di disoccupazione, nel giugno-luglio 1927 trova lavoro presso la fonderia Cortinovis di Bergamo di via Lorenzo Lotto. E’ sempre anarchico, ma non frequenta i suoi compagni, e alla sera rimane in casa con la moglie, che nei primi giorni di luglio 1927 ha dato alla luce una bambina, Franca. Nella seconda metà del 1928 lascia la fonderia per lavorare presso il Cotonificio Beltracchini di Redona (Bg). Viene incluso nell’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze ed è costantemente vigilato. Nel 1933, insieme alla moglie, gestisce un’osteria in via Quarenghi 10, una delle zone più popolari della città. La diffidenza nei suoi confronti è sempre molto alta, come scrive in una nota del 4.6.1934 l’agente Sante Jacobazzi della squadra politica della Questura, il quale rileva che Ghirardi si comporta bene ma è sempre convinto delle sue idee perché è l’ex-capo del disciolto gruppo anarchico di Bergamo, è un tipo “truce e violento”, che non ha mai manifestato sentimenti di ravvedimento, pertanto è da ritenersi pericoloso e non va eliminato dallo schedario dei sovversivi. Tuttavia, un anno e mezzo dopo, in una nota del 7.12.1935, un altro componente della squadra politica della Questura, Tito Calanca, lo ritiene meritevole alla cancellazione dall’elenco delle persone da arrestare in determinate circostanze perché non è da ritenersi pericoloso. Nel marzo del 1937 lavora come operaio meccanico presso l’officina Viscardi, nel settembre 1938 passa allo stabilimento Magrini, mentre nel marzo 1940 lavora presso l’officina meccanica Battaggion. La Questura lo sorveglia costantemente, ritenendolo ancora pericoloso anche perché, fino al 1940, Ghirardi non ha mai fatto domanda d’iscrizione al Pnf come ex combattente. Tale iscrizione tuttavia avviene nel 1941, ma già dal gennaio 1942 la Federazione dei Fasci di Combattimento di Bergamo non lo annovera più tra i propri iscritti. Viene sempre sorvegliato. Il 21.8.1947 l’APPIA gli riconosce la qualifica di anarchico antifascista confinato politico. Muore a Bergamo il 3.4.1975. Nel fascicolo è contenuta la carta d’identità obbligatoria con la sua fotografia in doppia posa, scattata a Lampedusa l’11.3.1927, insieme ai fogli dactiloscopici. Cpc, b. 2366, 1926-1942, scheda biografica. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Ghirardi Pietro
(padre)
Nato nel 1863, ceraio.
Benasseni Rosa
(madre)
Carbone Rosa
(moglie)
Nata nel 1900.
Ghirardi Armando
(figlio)
Nato nel 1924.
Ghirardi Franca
(figlia)
Nata nel luglio 1927.
Ghirardi Annunciata Maria
(sorella)
Nata a Bergamo l’8.12.1894.
Ghirardi Maria Caterina
(sorella)
Nata a Bergamo il 24.10.1896.
Ghirardi Francesco Giuseppe
(fratello)
Nato a Bergamo il 30.4.1898 e molto probabilmente morto precocemente.
Ghirardi Francesco Giuseppe
(fratello)
Nato a Bergamo il 9.3.1900.
Bergamo
Lombardia
Italia
via Borgo Santa Caterina 92
(1893/02/06 – )
1914
E’ fiduciario del Gruppo Libertario Bergamasco, costituito nell’estate 1914.
1926/02/07
Coinvolto nella vicenda della fuga all’estero dell’anarchico Luigi Caglioni.
1926/12/02
Arrestato insieme ad altri militanti politici bergamaschi e denunciato al Tribunale Speciale.
arresto
(1926/02/07 – 1926/08/07)
Arrestato con altri del Gruppo Libertario Bergamasco per detenzione di esplosivi e condannato a 6 mesi di detenzione
confino politico
(1926/12/12 – 1927/04/29)
Assegnato per 3 anni al confino di polizia (art. 184) a Lampedusa e poi a Ustica. Liberato il 29.4.1927 con la condizionale.
scheda segnaletica con impronte digitali e duplice scatto fotografico
(scheda segnaletica con impronte digitali e duplice scatto fotografico)
due copie foto ritratto a mezzo busto
due copie di fotografia di profilo
duplice scatto fotografico diverse da quelle precedenti.
Busta
2366,
Fascicolo
Busta
472,
Fascicolo
7161
riferimento pp. 687-698.
riferimento pp. 59-62.