Gallizioli Bernardo

Gallizioli Bernardo Clemente

Busta
49
Fascicolo
1476
Primo estremo
1938
Secondo estremo
1941
Cognome
Gallizioli
Nome
Bernardo
Altri nomi

Clemente

Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1883/03/03
Livello di istruzione
terza elementare
Professione

facchino

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 3.3.1883, sospetto in linea politica, facchino, ha compiuto la terza elementare, sposato con Clara Gatti, senza figli. Emigrato in Svizzera, rientra in Italia allo scoppio della prima guerra mondiale, svolgendo il servizio militare durante il conflitto. Fatto prigioniero nell’ottobre 1917 (Caporetto?), torna in Italia nel novembre 1918 dopo l’armistizio, anche se in un rapporto dei Cc di Bergamo del 21.6.1938 si dichiara che ha prestato servizio militare nel 78° Reggimento Fanteria ma non ha preso parte alla guerra 1915-1918. Tuttavia, il suo foglio matricolare, conservato presso l’Archivio di Stato di Bergamo con il n° 12170, conferma le affermazioni di Gallizioli e smentisce il rapporto dei Cc: riformato alla visita di leva della classe 1883, viene richiamato alle armi nel 2° Reggimento Fanteria. Si separa dalla moglie nel 1935 perché rimane disoccupato e vive provvisoriamente presso la sorella Maria in via San Bernardino 33. Il 15.6.1938, in stato di ubriachezza, all’incrocio delle Cinque Vie in centro a Bergamo dice pubblicamente “Chi ha ammazzato Matteotti?”, frase udita dal centurione in borghese della Mvsn antiaerea cavalier Achille Rodi (fu Cesare, anni 47) che, essendo stato per qualche tempo suo datore di lavoro, con un carabiniere lo accompagna nella caserma dei Cc di via Masone, dove viene interrogato. Gallizioli ammette di aver pronunciato la frase che gli viene attribuita, ma la imputa all’ubriachezza. I Cc, tuttavia, sono convinti che Gallizioli sia davvero antifascista e pertanto decidono di indagare su di lui. Come scrivono i Cc nel loro rapporto del 21.6.1938 indirizzato alla Questura, “nel corso delle indagini esperite per meglio concretare la figura morale del Gallizioli, si è proceduto all’interrogatorio del fruttivendolo ambulante Castelli Giovanni di Luigi, di anni 37, da Bergamo via S. Bernardino 17 il quale, come risulta dal verbale d’interrogatorio ha dichiarato di conoscere di vista il Gallizioli per averlo incontrato alcune volte sul mercato di Bergamo, ma di non avere con lui relazioni di amicizia perché conosciuto come denigratore del Governo e del Partito fascista. Precisò di averlo più volte sentito dire che il Partito fascista ed il Governo attuale opprimono e fanno morire di fame le categorie di poveri come noi, e che non vedeva il momento di lasciare l’Italia e di andarsene all’estero”. Viene rilasciato il 25.6.1938 e diffidato. Il 24.3.1941 viene aggredito da un impiegato dell’ufficio anagrafe del municipio di Bergamo, che accusa Gallizioli, presentatosi ubriaco allo sportello, di aver detto: “Mio povero padre ha combattuto per unire e salvare l’Italia. Voi fascisti la disfate”. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Gallizioli Andrea

(padre)

Tibaldi Carolina

(madre)

Gatti Clara

(moglie)

Gallizioli Francesco Clemente Giovanni

(fratello)

Nato a Bergamo il 16.2.1875.

Gallizioli Angela Francesca Luigia Maria

(sorella)

Nata a Bergamo il 20.1.1876, dove si sposa il 25.4.1909 con Giacomo Michele Lozza.

Gallizioli Luigia Pellegrina Maria

(sorella)

Nata a Bergamo il 4.1.1877.

Gallizioli Maria Eugenia

(sorella)

Nata a Bergamo il 30.12.1877, dove si sposa il 23.4.1903 con Giovanni Primi.

Gallizioli Francesco Benedetto Bernardo

(fratello)

Nato a Bergamo il 23.3.1879, dove si sposa il 15.1.1910 con Paola Mangili.

Gallizioli Antonia Maria Teresa

(sorella)

Nata a Bergamo l’1.3.1881.

Gallizioli Camillo Clemente

(fratello)

Nato a Bergamo il 10.5.1885, dove si sposa il 14.2.1917 con Margherita Maria Giulia Bassis.

Luoghi di residenza

Bergamo

Lombardia

Italia

(1883/03/03 – )


Svizzera


Bergamo

Lombardia

Italia

via San Bernardino 33

Fatti notevoli

1917

– 1918

Nell’ottobre 1917 viene fatto prigioniero, probabilmente a Caporetto, rientra in Italia dopo l’armistizio nel novembre 1918.

1938

Nel giugno 1938 viene accusato di aver pronunciato pubblicamente la frase “Chi ha ammazzato Matteotti?”, frase udita dal centurione della Mvsn antiaerea Achille Rodi.

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, Bergamo, Busta 49, Emigranti, Esclusione dallo schedario: no, facchino, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, Sospetto, sospetto antifascista, Terza elementare.