Fratelli Giacomo

Fratelli Giacomo

Busta
46
Fascicolo
1418
Primo estremo
1930
Secondo estremo
1939
Cognome
Fratelli
Nome
Giacomo
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1881/10/25
Livello di istruzione
diploma
Professione

direttore ginnico-sportivo


professore di ginnastica

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Caravaggio (Bg) il 25.10.1881, insegnante, nel 1919 è socialista unitario, ma il 4.4.1924 si iscrive al fascio di Milano ed è capomanipolo, ma a Treviglio (Bg), dove risiede in via Stefano Messaggi 1, non lo sanno e perciò lo sospettano sempre un sovversivo. Dato che non partecipa a manifestazioni fasciste e nazionali, nel periodo dell’attentato al Duce del 1926 le autorità locali pensano di fermarlo, il che non avviene perché agli agenti che vanno ad arrestarlo mostra la tessera fascista. E’ direttore ginnico-sportivo e professore di ginnastica a Bergamo, mentre a Treviglio, insieme alla moglie maestra elementare, conduce un convitto scolastico a pagamento per il doposcuola famigliare. Fratelli firma i manifesti murali con i quali viene annunciata la trasformazione della Società del Tiro a Segno Nazionale in sezione del Tiro stesso ma alla dipendenza di un ufficiale della Mvsn, in ottemperanza al RD del 17.4.1930. Il 21.9.1930 a Treviglio, su alcuni dei manifesti citati, vengono individuati timbri ad inchiostro blu che, accanto al nome di Fratelli, raffigurano la falce e il martello. Le prime indagini per risalire ai responsabili inducono il commissario di Ps Tito Salvati a informare il giorno stesso il questore di Bergamo, che “dai primi elementi d’indagine già svolte ed anche per la considerazione che detti timbri non sono stati applicati ad altri manifesti di diverso genere, è senz’altro da escludere nel fatto scopo e finalità di propaganda sovversiva. Ed invero si ha motivo di ritenere che il fatto stesso debba avere origine da contrasti e rivalità personali a cagione della nuova nomina del Fratelli, per mettere in cattiva luce quest’ultimo”. Nel fascicolo sono conservati tre piccoli frammenti del manifesto strappato con il timbro di falce e martello. Il giorno dopo il commissario riesce a trovare un testimone, Giuseppe Pescali (n. Treviglio il 10.8.1914, elettrotecnico), che riferisce di avere sorpreso, la sera precedente, un tale Giovanni ‘Nino’ Vertova, fascista appartenente a famiglia facoltosa, armeggiare intorno al manifesto in questione. Nel fascicolo sono conservati i verbali di altri due testimoni, ma non c’è alcuna documentazione sull’eventuale prosecuzione delle indagini a carico del fascista Vertova. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Maffei Carolina

(madre)

Fratelli Giovanni

(padre)

Luoghi di residenza

Treviglio

Lombardia

Italia

Stefano Messaggi n. 1

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Pubblicato in 1921-1930, Anagrafe sovversivi, Busta 46, Caravaggio (Bg), diploma, direttore ginnico-sportivo professore di ginnastica, Esclusione dallo schedario: no, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, Manifestazioni, socialista unitario fascista.