Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bordogna, frazione di Roncobello (Bg) il 13.12.1879, calzolaio, sovversivo. Sposato con Elisa Pezzoli, ha due figli. Dai Cc di Clusone (Bg) viene definito ‘deficiente’. Nella notte tra il 28 e il 29.4.1929 imbratta di fango ed escrementi bovini il simbolo del fascio littorio esposto all’ingresso della sede del fascio di Ardesio (Bg). Nella stessa notte, sia davanti alla sede fascista che in altri due punti del paese, affigge un manifestino con scritta a matita e in dialetto bergamasco la frase “Viva la bandiera rossa, abbasso Mussolini. Siamo in mezzo ai ladri e ai lazzaroni, il sale costa 1,50 il chilogrammo. L’Italia si è capovolta”. Ai tre manifestini affianca un pupazzo di cartone, appeso per i piedi, con la scritta: “Questo è il littorio. Il sale a L. 1,50. Pagheremo noi!”. Il tenente dei Cc di Clusone, informato dai Cc di Gromo (Bg), la mattina del 29 si reca ad Ardesio, sequestra il materiale indicato e in un primo tempo arresta Guglielmo Giudici (di Antonio, 35 anni, calzolaio, residente a Clusone ma domiciliato ad Ardesio (Bg), pregiudicato, apolitico ma sospettato di antifascismo) perché, durante la perquisizione domiciliare, a casa sua vengono trovati ritagli di cartone e carta del tutto identici a quelli utilizzati per i pupazzi e i manifestini. Viene ipotizzata anche la presenza di complici di Giudici, che però nega ogni cosa e intanto viene rinchiuso nelle carceri giudiziarie di Clusone. In realtà Giudici è del tutto estraneo alla vicenda, come emerge dall’inchiesta condotta dai Cc di Clusone i quali, nell’intento di individuare i complici del sospettato, nel luglio 1929 risalgono al vero responsabile, appunto Fornoni, che confessa ogni cosa e viene denunciato e Giudici scagionato. Il 5.1.1930 viene arrestato e il 26.6.1930 Fornoni viene rinviato a giudizio. Il 7.2.1931 il Tribunale di Bergamo, ammettendo la semi-infermità mentale di Fornoni, gli accorda 3 mesi di carcere e 100 lire di multa invece dei 9 mesi di carcere e 500 lire di multa richiesti dal Pubblico Ministero. Morto ad Ardesio il 6.11.1937. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. Radiato nel 1939. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)