Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Palvareto di San Giovanni in Croce (Cr) il 10.8.1899. Nel 1912 si trasferisce a Cremona per ragioni di studio. Nel 1920, dopo il servizio militare svolto in guerra, si iscrive al Partito popolare, aderisce alle leghe bianche e prende parte attiva come organizzatore sindacale alle agitazioni agrarie del 1921 nel soresinese guidate dall’onorevole Miglioli. Formis coopera alla predisposizione del cosiddetto ‘Lodo Bianchi’, che prende il nome da Antonio Bianchi. Questi era docente di agraria e fautore della piccola proprietà contadina e con il lodo (cioè, in questo caso, con l’accordo tra diverse parti sociali) che porta il suo nome, il tentativo era quello di sostituire al puro rapporto capitalistico tra capitalista agrario e contadino salariato, una piccola partecipazione agli utili del lavoro da parte dei contadini. Formis risiede a Casalmaggiore (Cr), nel 1921 viene arrestato e nel 1922 subisce un pestaggio dagli squadristi del Pnf. Si sposa a Cassano d’Adda il 10.5.1922. Con sentenza del 22.2.1923 del Giudice Istruttore di Cremona, viene dichiarato il non luogo a procedere nei suoi confronti essendo estinta l’azione penale, per intervenuta amnistia del reato di eccitamento allo sciopero in correità con altre 16 persone e oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale. Con sentenza del Giudice Istruttore di Milano del 3.11.1926 viene assolto per amnistia dal reato di bancarotta semplice in correità. Dal 1926 al 1929 è impiegato come cassiere nell’agenzia di Gorgonzola (Mi) del ‘Piccolo Credito Bergamasco’, da cui viene licenziato per irregolarità amministrative, non accertate. É separato consensualmente alla moglie. Dal maggio 1929 si trasferisce a Bergamo in via Masone 13 presso l’affittacamere signora Acerbis, lavora come viaggiatore di commercio per le macchine da scrivere Underwood, con rappresentanza in viale Vittorio Emanuele 2. Il procuratore del Re di Bergamo, Angelo Zampelli, riceve una lettera anonima dattiloscritta da Milano con la data del 3.3.1930, firmata ‘Un confidente’: “Mi faccio dovere segnalarLe l’attività di un noto sovversivo cremonese, certo Angelo Formis trasferitosi da vario tempo a Bergamo sembra in una pensione di via Masone. Mi risulta sia in relazione strettissima con comunisti e sovversivi di Cremona, Milano, Bergamo uniti in una associazione segreta di cui il Formis sembra uno dei capi, che riceve istruzioni e comunica con sovversivi residenti all’estero. Dicono anche che il Formis mantenga rapporti anche con l’ex deputato Miglioli del quale fu attivissimo segretario e collaboratore a Cremona e a Milano sino al suo espatrio. Il Formis è conosciutissimo a Cremona e altrove per la sua violenta campagna durante le note agitazioni agrarie. Non mi è stato possibile stabilire se tale associazione abbia una sede fissa e dove. Ossequi”. La lettera, per competenza, viene passata dal procuratore al questore di Bergamo, ma nel fascicolo non ci sono tracce di conseguenze subite da Formis, ma dalle carte che lo riguardano conservate presso l’Archivio di Stato di Cremona, sappiamo che appunto nel 1931 trascorre un breve periodo di tempo in carcere per organizzazione antifascista e contatti con il fuoriuscito Miglioli. Dal maggio 1931 è disoccupato, nell’agosto 1931 è momentaneamente occupato presso l’assicuratore Caramore, ma nello stesso mese è a Cremona presso uno zio prete e poi lavora come direttore del Collegio Don Bosco di Casalmaggiore. Radiato l’11.7.1933. Nel 1942 si iscrive al Pnf e per questo viene radiato dal novero dei sovversivi della provincia di Cremona, ma si tratta di una copertura per l’attività antifascista. Dopo il 25.7.1943 promuove il Cln a Casalmaggiuore, mentre a Cremona è commissario della ricostituita Camera del Lavoro per la Dc, insieme a Dante Bernamonti per il Pci e Ottorino Passi per il Psi. Nel settembre 1948 si stacca dalla Cgil con altri democristiani e con socialdemocratici. Nei primi anni Cinquanta è nella Cisl, in particolare è segretario generale della Fisba – Federazione italiana salariati braccianti agricoli e maestranze specializzate, di cui presiede i congressi di Roma (17-18.10.1949), Brescia (28-29.10. 1951) e Bari (19-20.2.955). Morto a Cremona il 2.9.1957. Cpc, b. 2120, 1931-1943. Un fascicolo a lui dedicato è conservato nel repertorio del Casellario politico della Questura di Cremona, ora depositato presso l’Archivio di Stato di Cremona, busta 57, fascicolo 1323 (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)