Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Bergamo il 6.10.1885, domiciliato in via L. Lotto n. 14, falegname ebanista, capo fabbrica nel Mobilificio Testa di via Casalino. Socialista, è stato uno dei dirigenti del sindacato socialista falegnami e a tutto il 1935 non è iscritto né al PNF né al sindacato fascista dei falegnami; conosce molto bene l’ex deputato socialista della circoscrizione Bergamo-Brescia, Domenico Viotto (fu Germano e Virginia Cogno, nato a Quinto Vicentino il 3.4.1887 e residente a Milano in via Vigentino 8), da quando questi, durante il biennio rosso, veniva a Bergamo per la propaganda politica. Il 22.1.1935 in una riunione dei lavoratori del legno dello stabilimento “Industria del legno Bergamasca” di via Cappuccini 15, svoltasi presso la casa dei sindacati fascisti, come fiduciari del sindacato dello stabilimento vengono proposti all’unanimità Battista Bonomi e Giuseppe Losciale. Tali nominativi, tuttavia, stanti i precedenti politici, non vengono accettati dal dirigente provinciale dei sindacati. Dal 1936 Forlini lavora come falegname presso l’orfanotrofio maschile di Bergamo in via Santa Lucia 14. Il 19.8.1943, nel contesto della riorganizzazione del personale politico e istituzionale italiano seguita alla caduta di Mussolini e alla formazione del governo Badoglio, il prefetto di Bergamo Giannitrapani invia una nota urgentissima alla Questura: “Prego di voler fornire con la massima urgenza informazioni sulla condotta morale e sulla tendenza politica del sig. Forlini Alessandro, proposto per la eventuale nomina a Commissario della Federazione Prov.le degli Artigiani di Bergamo, in sostituzione del Segretario dimissionario”. Il 21.8.1943 c’è la riposta del maresciallo di Ps Tito Calanca: “Forlini Alessandro fu Antonio e fu Sirtoli Teresa, nato a Bergamo il 6 ottobre 1885, coniugato, ebanista, qui abitante in via Lorenzo Lotto n. 14, risulta di buona condotta morale e politica, immune da precedenti penali. Politicamente, in passato, professò sentimenti socialisti senza però dar luogo a particolari rilievi con la sua condotta”. (L. Citerio, R. Vittori)