Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Villa di Serio (Bg) il 20.3.1918, risiede a Bergamo, antifascista, celibe, iscritto al Pnf. E’ stato 4 anni sotto le armi, prestando servizio militare nel 30° Reggimento Fanteria e combattendo sul fronte greco-albanese, dove viene ferito e contrae la malaria. Viene posto in congedo perché rimane l’unico sostegno per la famiglia per la morte del fratello Rinaldo, caduto in combattimento in Africa Settentrionale. La sera dell’1.8.1942, insieme al compaesano Camillo Lussana (n. 24.7.1912), entrambi ubriachi, verso mezzanotte per le vie del paese canta alcune canzonette e a un certo punto i due gridano “Viva l’Inghilterra – Viva Churchill – Viva la Russia – La Russia vincerà – Vogliamo pane o spaccheremo il muso al maresciallo dei Carabinieri”. Il 2.9.1942 viene fermato dai Cc di Alzano Lombardo (Bg) e tradotto nelle carceri giudiziarie di Bergamo. I due, interrogati, confermano l’ubriachezza e icanti ma negano le frasi loro attribuite. La denuncia nei loro confronti, tuttavia, si basa solo sul riconoscimento delle loro voci da parte di alcuni testimoni, inoltre la testimone principale, Maria Nembrini, stando alla ricostruzione del fatto effettuata dalla Prefettura di Bergamo nel rapporto del 16.10.1942 al Ministero dell’Interno, “aveva gravi motivi di rancore contro uno dei presunti responsabili e cioè Lussana Camillo, del quale più volte manifestatamente aveva dichiarato di volersi disfare per allontanarlo da una sua figliuola a lui fidanzata contro la volontà materna”. Questa argomentazione viene utilizzata da Camillo Lussana per scaricare sulla Nembrini, madre di Vanda, la diciassettenne fidanzata di Lussana, la responsabilità delle accuse, anche se la stessa Nembrini, nella sua dichiarazione del 2.9.1942 ai Cc di Alzano Lombardo, confermando di avere solo sentito la voce ma di non avere visto di persona i due giovani, dichiara che “io non ho rancori con il Lussana Camillo perché è fidanzato di mia figlia contro la mia volontà, però dichiaro che la denuncia a me fatta è spontanea, senza alcuno scopo di vendetta. Tanto che, per la parte che riguarda la diffamazione nei miei confronti, ho già interessato l’avv. Carnazzi perché sporga querela contro il Lussana”. Nonostante la denuncia dei due alla Commissione Provinciale per il confino di polizia e nonostante il parere favorevole all’assegnazione dei due al confino espressa il 30.9.1942 dal Ministero dell’Interno, il 14.10.1942 la Commissione Provinciale “si è mostrata propensa per un semplice richiamo al Corna e per una diffida ai sensi di Legge al Lussana, che ha diversi precedenti penali per ubriachezza”. Cpc, b. 1475, 1942-1942. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)