Cavalli Giulio Giovanni Battista Ermanno Alfonso

Giovanni
Battista
Ermanno
Alfonso
bancario
Il 18.1.1928 il comandante dei Cc di Bergamo, il maggiore Pietro Testani, risponde ancora una volta alla richiesta ministeriale di informazioni: “il casato Vitali è comune anche a Bergamo. Questo Comando ritiene quindi possa trattarsi di certo Vitali Guglielmo anarchico schedato, che abita in via Tassis 22 (città Alta) e che attualmente trovasi in Olanda”, ma si tratta di un errore, dato che il Vitali citato nella prima informativa è proprio Emilio Vitali, non il Guglielmo anarchico. La ricerca di informazioni per identificare i partecipanti al banchetto di Agen, comunque, prosegue. Il 25.1.1928 il console italiano di Tolosa, Luigi Maccotta, scrive al prefetto di Bergamo per avere notizi su Giuseppe Morbini “di circa 27 anni nativo di Bergamo attualmente residente ad Agen dove rappresenta un tal Savoldi (Mario, di Pietro, di Antegnate) commerciante di qui”. Alla fine del 1928 Cavalli chiede e ottiene il rinnovo del passaporto: il 24.12.1928 il vice-brigadiere Calanca, della squadra politica della Questura di Bergamo, pur richiamando la vicenda sopra citata, nella sua nota al questore scrive che “si fa presente che in Bergamo non consta che s’interessi di politica, anzi per il tempo che dimora in questa città non ha mai dato luogo a rimarchi con la sua condotta in genere”. Il passaporto gli viene rilasciato lo stesso 24.12.1928 e Cavalli già il 26 si reca a Tolosa per liquidare alcuni fondi di sua proprietà, rientrando a Bergamo il 29.12.1928. Il Consolato italiano di Tolosa il 15.4.1929 informa il prefetto di Bergamo che Cavalli, oltre a partecipare a tutte le adunanze antifasciste di Agen, “essendo fallito l’istituto bancario di cui egli era direttore, il ‘Credit Franco-Italien’, si vuole che egli andasse propagando la voce che il capo del Governo Italiano avesse voluto il fallimento della banca allo scopo di colpire gli antifascisti e gli emigrati in genere. In seguito all’intervento della Segreteria generale dei Fasci all’Estero fu licenziato dal banco di Roma, ove prestava servizio in qualità di impiegato”. Nel 1929 Cavalli è segretario della direzione presso la filiale di Bergamo della Banca Commerciale Italiana e nel mese di novembre gli viene concesso il passaporto per Francia, Svizzera e Spagna per ragioni professionali, rinnovato anche nel 1932 per le stesse ragioni. Il 28.4.1932 il prefetto di Bergamo segnala al Ministero dell’Interno la sua partenza per Tolosa, da dove rientra dopo 3 giorni. Agli inizi del novembre 1932 dalla località francese di Tonneins, in un plico indirizzato alla famiglia del capitano Longoni in via della Milizia a Bergamo, viene spedito un ritaglio del giornale di Tolosa «La Depeche» del 20.10.1932, che contiene un articolo sul processo per il fallimento della Banca Franco-Italiana, nel quale è citato anche Cavalli, accusato di avere stornato alcuni fondi della banca. La busta viene intercettata alla posta dalla polizia fascista di Genova, trasmessa alla Prefettura di Bergamo e ora si trova fra le carte conservate nel fascicolo. Identici plichi, a loro volta intercettati, tutti con il timbro postale del 2.11.1932 di Tonneins e indirizzati a Bergamo, sono destinati al direttore della Banca Commerciale Italiana di Bergamo, all’avvocato Mario Monzini e ad Agnese Cottinelli. A proposito di tale spedizione, il prefetto di Bergamo il 16.11.1932 riferisce al prefetto di Genova con un’informativa ‘riservatissima raccomandata’: “dagli accertamenti eseguiti risulta che il capitano Longoni è in relazione d’amicizia con la famiglia del Cavalli che fu impiegato anni addietro presso la banca Franco-Italiana ed è attualmente alle dipendenze della filiale di Bergamo della banca Commerciale Italiana, mentre l’avv. Monzini ne è cognato e la signora Agnese Cottinelli moglie. Non si è potuto identificare lo speditore dei plichi; comunque è da ritenere si tratti di persona che abbia conosciuto il Cavalli in Francia e si è data premura di farlo sfigurare presso parenti e conoscenti, inviando loro il resoconto del processo che lo riguarda”. Nel 1933 il Ministero dell’Interno chiede alla Prefettura di Bergamo un parere sull’opportunità della radiazione di Cavalli dallo schedario dei sovversivi. Interrogato in proposito, il brigadiere Calanca il 19.6.1933 risponde che Cavalli, pur essendo stato in passato “di tendenze popolari, non ha mai dato luogo a lagnanze con la sua condotta specie politica. Non è inscritto al P.N.F. ma nei suoi riguardi si dimostra indifferente perciò si lascia arbitro il superiore ufficio per il parere favorevole o meno alla sua radiazione dallo schedario dei sovversivi”. Radiato il 19.9.1933. Muore a Villa di Serio il 7.3.1971. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia. (G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
(madre)
(moglie)
di Giovanni e Luigia Berzi, nata a Bergamo il 19.3.1897.
(fratello)
Nato a Bergamo l’8.6.1892.
Bergamo
Lombardia
Italia
(1896/08/11 – 1924)
Agen
Aquitania
Francia
(1924 – 1927)
Bergamo
Lombardia
Italia
(1927 – )
1927/10/09
Ad Agen, in Francia, partecipa ad un banchetto organizzato da agricoltori antifascisti italiani, insieme ad altri esponenti politici dell’antifascismo italiano in Francia.
fotografie private
(1 fotografia)