Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Treviglio (Bg) il 8.4.1897, dove risiede, panettiere, antifascista, sovversivo. Il padre Marco si era sposato in precedenza con Luigia Elisabetta Castelli (n. 1860), che però muore il 31.10.1883 dopo aver dato alla luce, il giorno precedente, i gemelli Caterina Maria Anna (morta il 7.11.1883) e Maria Benedetta (morta il 7.11.1893). Subito dopo il padre si risposa con Giuseppa Angela Oreni, dalla quale avrà 9 figli, dei quali Alessandro è il penultimo. Cavagna si sposa con Zina Vismara, dalla quale ha 4 figli. A Treviglio gestisce un negozio di panetteria e vive in via Portaluppi 16. Viene arrestato il 22.7.1937 perché, come riferisce il commissario di Ps di Treviglio alla Questura di Bergamo il 26.7.1937 con una relazione (sulla quale poi, in Questura, viene scritta a lapis rosso la parola ‘urgente’ in vista della riunione della Commissione Provinciale per il confino di polizia), “nel suo laboratorio in presenza degli operai e dei suoi figli, nonché fuori e nell’osteria dell’Oca Bianca gestita da Minunzio Antonio in via Portaluppi faceva apologia per la restaurazione di una prossima dittatura rossa in Italia, dichiarando vicina la vittoria dei rossi in Ispagna e la fine del Governo Nazionale Fascista; cantava sovente bandiera rossa facendosi accompagnare anche da un suonatore cieco sconosciuto al suono della fisarmonica; offendeva ripetute volte il prestigio del Capo del Governo e vilipendeva pubblicamente il Governo Fascista e le sue istituzioni; compiva manifestazioni sediziose, praticando la legatura ad incrocio di una falce e di un martello raffigurante l’emblema comunista, che appendeva nel laboratorio e faceva vedere ai clienti e agli amici soddisfatto della sua trovata, purché questa consistesse in un atto ostile al Regime”. Prima dell’invio alla Questura del testo definitivo della sua relazione, il commissario di Ps di Treviglio interviene su tutte le parole che si riferiscono alle istituzioni dello Stato fascista a al duce, correggendole con le iniziali maiuscole quelle battute con le minuscole da chi ha dattiloscritto la minuta. Nello stesso testo del commissario di Ps, a Cavagna vengono attribuiti anche alcoolismo e violenze domestiche, per le quali il 17.4.1936 era stato condannato dal Tribunale di Bergamo ad un anno di reclusione con la condizionale. Il 31.8.1937 la Commissione Provinciale per il confino di polizia di Bergamo condanna Cavagna a due anni di confino politico a Montemiletto (Av), dove giunge il 16.10.1937. Viene liberato condizionalmente nel dicembre 1937 in occasione delle festività natalizie. Nel fascicolo sono conservate due copie di una sua fotografia in doppia posa, scattata il 21.8.1937. I Cc di Treviglio il 30.6.1938 lo definiscono alcoolizzato. Muore a Treviglio l’11.9.1939. Radiato nel 1939. Cpc, b. 1191, 1937-1939. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)