Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Pontirolo Nuovo (Bg) l’8.4.1889, terza elementare, sposato con Maria Santina Perego e ha 6 figli: Rosa, Maria Antonia, Giovanni, Ferdinando Antonio, Giuseppina, Alessandrina. Presta servizio militare durante la prima guerra mondiale, ferito al braccio destro, è decorato della croce al merito. Residente a Bergamo, venditore ambulante di frutta. Iscritto al Pnf dal 1940. Il 19.7.1942 pronuncia frasi anti-mussoliniane (“Quando avevamo il Re e la Regina eravamo pieni di farina, ora che c’è Mussolini si chiudono i molini. Viva il Duce”). Il segretario politico fascista locale, Angelo Bernareggi “redarguì il fruttivendolo e riferì il fatto all’Ispettore di zona dottor Moroni Antonio, che a sua volta informò la Federazione dei Fasci di Combattimento di Bergamo. Il segretario federale fascista Gino Gallarini lo fa prelevare, lo fa picchiare e poi lo denuncia alla Commissione Provinciale per il confino di polizia (della quale Gallarini è componente), davanti alla quale compare l’8.9.1942 dichiarando: “Ho pronunziato le note frasi che mi si addebitano in tono scherzoso e senza alcuno spirito offensivo all’indirizzo del Duce. Non mi sono mai occupato di politica e nutro sentimenti favorevoli al Regime”. La Commissione Provinciale lo condanna al confino per 1 anno e il 12.9.1942 propone al Ministero dell’Interno una colonia di terraferma, aggiungendo che Carlessi “che è ex combattente, ha scarsi mezzi economici e pertanto non è in grado di provvedere al suo mantenimento”. La destinazione indicata dal Ministero dell’Interno per il confino di Carlessi, in effetti, è quella di Montesano sulla Marcellana (Sa), dove giunge l’8.10.1942. Carlessi presenta ricorso e già il 12.10.1942 i Cc di Bergamo esprimono parere molto favorevole all’accoglimento del ricorso, proponendo la commutazione del confino in ammonizione (cfr. foto). Il ricorso viene accolto e Carlessi l’11.12.1942 a Montesano viene munito del foglio di via obbligatorio per Bergamo. La moglie, non ancora a conoscenza del fatto che il marito è già in viaggio verso Bergamo, il 12.12.1942 scrive al prefetto di Bergamo per chiedere il suo rilascio, facendo presente la difficile situazione della famiglia a causa dell’assenza di Carlessi. Nel fascicolo è presente una sua fotografia in triplice posa, scattata il 16.9.1942. Cpc, b. 1085, 1942-1943. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)