Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Desenzano al Serio (Bg) il 11.9.1902 domiciliato ad Albino (Bg) prima in via Bonelli 4 e poi in via Roma 26, operaio cementiere addetto all’insaccatura del cemento presso lo stabilimento Italcementi di Albino, socialista. Sposato con Caterina Carrara, ha 6 figli. Nel contesto di una discussione sorta sulla crisi del lavoro con alcuni suoi colleghi operai cementieri, esclama “quello là a Roma Mussolini quell’assassino vagabondo se fosse qua lo metterei sotto il maglio”. Denunciato il 5.3.1931 per offese e minacce al capo del Governo, il 30.3.1931 si tiene presso il Tribunale di Bergamo il dibattimento a suo carico. Pur ammettendo l’attenuante della semi-infermità mentale perché “figlio di padre alcoolizzato ed egli pure forte bevitore”, il PM chiede comunque una condanna a 4 mesi di reclusione e a 300 lire di multa, tuttavia il Tribunale accoglie la richiesta di diminuzione della pena avanzata dal suo difensore, l’avvocato Pezzotta, ottenendo 3 mesi di reclusione e 200 lire di multa. Inoltre, dalla Commissione Provinciale per il confino di polizia viene deliberato a suo carico il provvedimento della diffida. La diffida, tuttavia, deve essere notificata in Questura, ma Camozzi si trova in carcere, pertanto la diffida non può essere notificata. La Questura richiede un parere in tal senso ai Cc di Bergamo, che rispondono l’8.4.1931 a firma del capitano Francesco Mosca: “la persona in oggetto segnata trovasi in carcere per scontare la pena di mesi tre di reclusione che scadrà il 5 giugno 1931. Pertanto prima di quella data non sarà possibile compilare il verbale di diffida a meno che non si autorizzi compilarlo in carcere. Pregasi quindi comunicare notizie in proposito”. Il Procuratore del Re di Bergamo il 25.4.1931 autorizza il Commissario capo di Ps di Bergamo, Guido Masiero, a recarsi in carcere da Camozzi “per pratiche di polizia politica”, cioè per notificargli la diffida. Nel febbraio 1935 è arrestato e poi assolto dall’accusa di correità in furto aggravato. Costantemente sorvegliato, nel 1942 non viene ancora ritenuto meritevole della radiazione. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia formato tessera. Cpc, b. 975, 1931-1942. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)