Camozzi Guido

Camozzi Guido

Busta
23
Fascicolo
707
Primo estremo
1931
Secondo estremo
1942
Cognome
Camozzi
Nome
Guido
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1902/09/11
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

operaio cementista

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Desenzano al Serio (Bg) il 11.9.1902 domiciliato ad Albino (Bg) prima in via Bonelli 4 e poi in via Roma 26, operaio cementiere addetto all’insaccatura del cemento presso lo stabilimento Italcementi di Albino, socialista. Sposato con Caterina Carrara, ha 6 figli. Nel contesto di una discussione sorta sulla crisi del lavoro con alcuni suoi colleghi operai cementieri, esclama “quello là a Roma Mussolini quell’assassino vagabondo se fosse qua lo metterei sotto il maglio”. Denunciato il 5.3.1931 per offese e minacce al capo del Governo, il 30.3.1931 si tiene presso il Tribunale di Bergamo il dibattimento a suo carico. Pur ammettendo l’attenuante della semi-infermità mentale perché “figlio di padre alcoolizzato ed egli pure forte bevitore”, il PM chiede comunque una condanna a 4 mesi di reclusione e a 300 lire di multa, tuttavia il Tribunale accoglie la richiesta di diminuzione della pena avanzata dal suo difensore, l’avvocato Pezzotta, ottenendo 3 mesi di reclusione e 200 lire di multa. Inoltre, dalla Commissione Provinciale per il confino di polizia viene deliberato a suo carico il provvedimento della diffida. La diffida, tuttavia, deve essere notificata in Questura, ma Camozzi si trova in carcere, pertanto la diffida non può essere notificata. La Questura richiede un parere in tal senso ai Cc di Bergamo, che rispondono l’8.4.1931 a firma del capitano Francesco Mosca: “la persona in oggetto segnata trovasi in carcere per scontare la pena di mesi tre di reclusione che scadrà il 5 giugno 1931. Pertanto prima di quella data non sarà possibile compilare il verbale di diffida a meno che non si autorizzi compilarlo in carcere. Pregasi quindi comunicare notizie in proposito”. Il Procuratore del Re di Bergamo il 25.4.1931 autorizza il Commissario capo di Ps di Bergamo, Guido Masiero, a recarsi in carcere da Camozzi “per pratiche di polizia politica”, cioè per notificargli la diffida. Nel febbraio 1935 è arrestato e poi assolto dall’accusa di correità in furto aggravato. Costantemente sorvegliato, nel 1942 non viene ancora ritenuto meritevole della radiazione. Nel fascicolo è conservata una sua fotografia formato tessera. Cpc, b. 975, 1931-1942. (L. Citerio, G. Mangini, R. Vittori)
Familiari
Camozzi Fortunato

(padre)

Lizzola Maria

(madre)

Carrara Caterina

(moglie)

Nata nel 1902.

Camozzi Maria

(figlia)

Nata nel 1925.

Camozzi Renata

(figlia)

Nata nel 1927.

Camozzi Fortunato

(figlio)

Nato nel 1930.

Camozzi Giuseppina

(figlia)

Nata nel 1932.

Camozzi Albina

(figlia)

Nata nel 1934.

Camozzi Enrico

(figlio)

Nato nel 1937.

Luoghi di residenza

Albino

Lombardia

Italia

via Bonelli 4, poi via Roma 26

(1902/09/11 – )

Fatti notevoli

1931

Nei primi giorni del marzo 1931, discutendo con i compagni di lavoro, esclama “quello là a Roma Mussolini quell’assassino vagabondo se fosse qua lo metterei sotto il maglio”.

Sanzioni subite
diffida

(1931/04/25 – )

carcere

(1931/03/30 – 1931/06/05)

Tre mesi di reclusione.

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Documentazione allegata

fotografia da documento identificativo

(1 fotografia)

Altre fonti archivistiche
(ACS-CPC) Archivio centrale dello Stato (Roma), Casellario Politico Centrale

Busta

975,

Fascicolo

Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, Arresto, Busta 23, Carcere, Condanna, Desenzano al Serio (Bg), Diffida, Esclusione dallo schedario: no, Foto, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, Multa, operaio cementista, socialista, Sorvegliato.