Bolis Pietro


operaio
“la sera del 1° dopo aver bevuto del vino si sono diretti verso la frazione Cereda per recarsi alle loro abitazioni nell’altra di Pratomolone. Giunti in Cereda, verso le ore 22.30 – 23 circa, hanno cantato diverse canzoni e schiamazzato, specie indirizzando le canzoni di una giovane del luogo ex fidanzata di Bolis Pietro di Carlo. Data l’ora tarda i giovani sono stati invitati dalla popolazione del luogo ad andarsene a casa, ma essi gridarono ancora di più insultando le persone che si erano affacciate e gridando evviva il 1° maggio. Essi si allontanarono verso le ore 24 circa. Il 3 maggio c.a. li chiamai in comune rimproverandoli e ritenendo che la cosa non fosse grave, per aver detto evviva il 1° Maggio, mi limitai ad invitarli per gli schiamazzi fatti, a versare la somma di L. 400 complessiva a beneficio delle opere assistenziali. Subito non aderirono; poscia si decisero ed accettarono; ma sino ad oggi non hanno versato nulla. L’11 Giugno 1933 venni a conoscenza che essi avevano gridato anche ‘Bandiera Rossa’ per cui riferii verbalmente, in qualità di Segretario Politico, il fatto alla Federazione Provinciale Fascista, il 13 andante in occasione della mia venuta a Bergamo”. Al termine della lunga escursione dei testimoni, il tenente dei Cc Eusilde Merello spedisce il 10.7.1933 il suo rapporto finale sulla vicenda alla Questura di Bergamo. Nel rapporto del questore del 30.7.1933 al prefetto, i 4 cugini vengono definiti “di carattere un po’ spavaldo” ma immuni da precedenti; tuttavia, “poiché la manifestazione avvenne proprio nella ricorrenza del primo maggio e fece penosa impressione tra la quieta e laboriosa popolazione di Erve”, il questore ne propone l’ammonizione, che però non viene comminata, procedendo invece il 7.8.1933 con la diffida, senza segnalazione al Cpc. Dal 24.5.1936 si iscrive al Pnf di Erve e viene nominato aiutante in seconda della Gil. Nel maggio 1939 viene richiamato alle armi presso la 49° compagnia del Battaglione Alpini ‘Tirano’ di stanza a Moso, in Passiria. Nell’ottobre 1939 lavora a Lecco presso la ditta di Battista Valsecchi, nel 1940 è in Piemonte, sempre per lavoro. Radiato nel 1940. Nel fascicolo, oltre alla sua fotografia, è conservata la carta d’identità come sospetto politico, sulla quale è incollata la sua fotografia. (G. Mangini, R. Vittori)
(padre)
(madre)
(fratello)
Nato a Erve il 7.7.1908.
(fratello)
Nato a Erve il 22.5.1912.
(fratello)
Nato a Erve l’1.4.1917.
(fratello)
Nato a Erve il 30.12.1921.
(sorella)
Nata a Erve il 24.12.1923, gemella di Ernestina.
(sorella)
Nata a Erve il 24.12.1923, gemella di Natalina.
(sorella)
Nata a Erve il 27.1.1926.
(sorella)
Nata a Erve il 14.7.1929.
Erve
Lombardia
Italia
frazione Pratomolone
(1912 – )
1933
La sera del 1° maggio 1933, insieme a tre suoi ugini, tutti ubriachi, per le strade del paese di Erve canta ‘Bandiera rossa’ e inneggia al 1°maggio.
(1933/08/07 – )
fotografia
carta d’identità come sospetto politico