Bizzotto Teresa Italia

Italia
operaia filatrice
Il 26.5.1936 da Montreuil scrive una lettera alla sorella Adele, sposata a Gazzaniga con Andrea Gandossi e residente in via Gelmi, nella quale espone considerazioni critiche nei confronti del fascismo, a cui aggiunge i ritagli di alcuni trafiletti tratti dal giornale «Il grido del popolo», insieme ad un manifestino chiaramente antifascista intitolato ‘Vittoria Fascista?’. La lettera viene intercettata dalla Polizia Postale e affidata alla Prefettura di Milano, che il 29.5.1936 ne trasmette la trascrizione dattiloscritta al Ministero dell’Interno, a quello degli Esteri e al prefetto di Bergamo, al quale viene affidato il compito di svolgere ulteriori indagini. Il suo nominativo viene inserito in RF il 17.2.1937 per “perquisire e segnalare”, iscrizione ribadita il 30.4.1939. Rientra definitivamente in Italia il 3.9.1939, stabilendosi a Bergamo, prima in piazza Mercato del Fieno 7 in Città Alta, poi dall’1.7.1941 in via della Milizia 26. Il 7.3.1940 ottiene l’iscrizione nel Pnf, ma l’anno dopo perde l’iscrizione perché non è in grado di pagare il rinnovo della tessera. Le sue condizioni economiche vengono definite ‘misere’ dallo stesso prefetto di Bergamo in una sua relazione al Cpc del 15.5.1942, in cui aggiunge che in quel momento due dei figli della Bizzotto sono sotto le armi. Già il giorno precedente, il 14.5.1942, la Questura di Bergamo aveva inoltrato al Ministero dell’Interno la richiesta di revoca dell’iscrizione della Bizzotto in RF per “rimpatrio definitivo”. Radiata nel giugno 1942. La Questura di Bergamo il 9.4.1947 scrive all’APPIA – Associazione Perseguitati Politici Italiani Antifascisti di Bergamo la seguente nota: “A richiesta dell’interessata Vi comunichiamo che la Signora Bizzotto Teresa Italia fu Riccardo fino al 4 giugno 1942 era iscritta nel novero degli antifascisti. In detta epoca fu radiata dallo schedario, ma non risulta che abbia aderito comunque al fascismo o che abbia simpatizzato per il medesimo”. Cpc, b. 668, 1937-1942. (G. Mangini, R. Vittori)
Bissotto Riccardo
(padre)
Lorenzini Maria
(madre)
Bizzotto Giovanni Alfredo
(fratello)
Nato a Vertova il 23.1.1894, morto a Vertova il 16.4.1898.
Bizzotto Adele
(sorella)
Nata a Nembro il 14.11.1901, sposata con Andrea Gandini e residente a Gazzaniga.
Bizzotto Ida
(sorella)
Nata a Nembro il 12.2.1905, sposata con Romano Bergamelli.
Marchesi Giuseppe Rinaldo
(marito)
Operaio di prestineria, sposati il 6.5.1915 a Nembro, vivono prima a Nembro e dal 192 a Gazzaniga. Muore a Gazzaniga nell’agosto 1942.
Marchesi Giacinto
(figlio)
Nato a Bergamo il 5.3.1914, sposato, residente a Gazzaniga e nel 1942 richiamato alle armi.
Marchesi Cesare
(figlio)
Nato a Nembro il 20.12.1920, celibe, convivente con la madre e come il fratello è sotto le armi nel 1942.
Marchesi Ccarla
(figlia)
Nata a Gazzaniga il 30.8.1926, nubile, convivente con la madre.
Marchesi Lucia, detta Licia
(figlia)
Nata a Gazzaniga il 30.8.1926, nubile, convivente con la madre.
Marchesi Ianna Rosa
(figlia)
Nata a Gazzaniga il 20.8.1931.
Ponte Nossa
Lombardia
Italia
(1892 – )
Vertova
Lombardia
Italia
Nembro
Lombardia
Italia
( – 1924)
Gazzaniga
Lombardia
Italia
(1924 – 1933)
Montreuli
Île-de-France
Francia
rue E.Marcel 199
(1933 – 1939)
Bergamo
Lombardia
Italia
piazza Mercato del Fieno 7
(1939 – )
1936/05/26
Il 26.5.1936 da Montreuil scrive una lettera alla sorella Adele, sposata a Gazzaniga (Bg) con Andrea Gandossi e residente in via Gelmi, nella quale espone considerazioni critiche nei confronti del fascismo, a cui aggiunge i ritagli di alcuni trafiletti tratti dal giornale «Il grido del popolo», insieme ad un manifestino chiaramente antifascista intitolato ‘Vittoria Fascista?’. La lettera viene intercettata dalla Polizia Postale e affidata alla Prefettura di Milano, che il 29.5.1936 ne trasmette la trascrizione dattiloscritta al Ministero dell’Interno, a quello degli Esteri e al prefetto di Bergamo.
fotografie private
Busta
668,
Fascicolo