Biava Tranquillo

Biava Tranquillo

Busta
13
Fascicolo
420
Primo estremo
1936
Secondo estremo
1943
Cognome
Biava
Nome
Tranquillo
Presenza scheda biografica
no
Luogo di nascita
Data di nascita
1906/06/25
Livello di istruzione
licenza elementare
Professione

falegname

Collocazione politica
Profilo sintetico riassuntivo
Nato a Cenate Sopra (Bg) il 26.5.1906, falegname, antifascista. Espatriato in Francia per lavoro nel 1924, vi rimane fino al 1934. Torna in Italia per compiere il servizio militare tra il 1934 e il 1935, poi torna in Francia e rientra in Italia alla fine del 1935. Il 24.6.1936, in un esercizio pubblico di Cenate d’Argon (Bg) gestito da Antonio Nembrini, Biava si trova in compagnia di altre persone, tra le quali il podestà del paese, Felice Bosis (di 63 anni) e il maestro Federico Pietro Brignoli (di 49 anni). Quest’ultimo, ad un certo punto, rimprovera il podestà di non averlo nominato ufficiale del censimento, in modo da poter occupare anche le sue 2 figlie, rinfacciandogli che se occupava la carica di podestà lo doveva anche a lui, che gli aveva fatto ottenere l’iscrizione al Pnf. Il podestà reagisce dando a Bignoli del cretino e, stando alle dichiarazioni di Brignoli e Biava, avrebbe anche ripetutamente detto, agitando il distintivo del fascio all’occhiello: “Di questo me ne frego e gli sputo addosso”, ma la frase non è confermata da altri presenti, tutti avvinazzati. Il maestro dà a sua volta uno schiaffo al Podestà, ma poi i due si riconciliano. Usciti dopo le 2.30, tuttavia, la lite prosegue, perché Biava raggiunge il podestà e nel cortile dell’osteria si abbassa i pantaloni, mostra con un dito il proprio ombelico e dice “Questo bottone vale di più di quello che porti tu all’occhiello” e poi, indicando i testicoli, aggiunge: “Tu sei un Podestà dei coglioni, un Podestà di questa porca Italia, e mi hai fato prendere un mese di prigione”, alludendo ad una condanna riportata per contravvenzione al foglio di via obbligatorio. A questo punto Il podestà dà uno schiaffo a Biava che risponde con pugni e calci fino a che i due vengono divisi. Il 25.6.1936 Biava viene arrestato dai Cc. Nella relazione del 30.6.1936 con cui il prefetto di Bergamo informa il Ministero dell’Interno dell’accaduto, viene riferito anche che il maestro Brignoli è iscritto al fascio dal 13.1.1923, che aspira alla carica podestarile e che non è escluso che l’incidente sia stato provocato da lui per costringere Bosis, podestà in carica, dedito al vino e iscritto al Pnf dal 1932, a dimettersi. Il 14.7.1936 Biava viene denunciato per “vilipendio alla nazione e oltraggio a pubblico ufficiale” e con sentenza del 13.2.1937 della Pretura di Trescore Balneario (Bg), viene condannato a 6 mesi di reclusione con la condizionale, mentre il podestà Bosis viene assolto. Nel 1940 risiede a Torino in vicolo San Lorenzo. Il 9.3.1943 un telegramma del questore di Torino, Federico Réndina, chiede il nullaosta per l’espatrio di Biava in Germania, ingaggiato dai sindacati dell’industria. Dal Ministero degli Interni il nullaosta viene concesso. (R. Vittori)
Familiari
Biava Serafini

(padre)

Bombardieri Palma

(madre)

Luoghi di residenza

Cenate Sopra

Lombardia

Italia

(1906 – 1924)


Francia

(1924 – 1934)


Cenate Sopra

Lombardia

Italia

(1935 – 1940)


Torino

Piemonte

Italia

vicolo S. Lorenzo

(1940 – )

Fatti notevoli

1936/06/28

Il 24.6.1936, in un esercizio pubblico di Cenate Sopra, ha un violento diverbio con il podestà Felice Bosis.

Sanzioni subite
carcere

(1937/02/13 – )

Con sentenza del 13.2.1937 della Pretura di Trescore Balneario, Biava viene condannato a 6 mesi di carcere con la condizionale. per vilipendio alla nazione e oltraggio a pubblico ufficiale.

In rubrica di frontiera
no
In bollettino ricerche
no
Esclusione dallo schedario
no
Pubblicato in 1931-1940, Anagrafe sovversivi, Arresto, Busta 13, Carcere, Cenate Sopra (Bg), Condanna, Emigranti, Esclusione dallo schedario: no, falegname, Foglio di via, Genere maschile, In Bollettino ricerche: no, In Rubrica di frontiera: no, licenza elementare, sovversivo.